Giovedì 16 Luglio 2026

Da crisi a rinascita: 26 operai rilanciano la produzione di bioplastica a Manfredonia

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Una vicenda di resistenza imprenditoriale tipica del Meridione, territorio che sa inventare risposte innovative alle difficoltà industriali. Parliamo della Coopla Green di Manfredonia, che torna operativa grazie al sostegno delle istituzioni (amministrazione regionale e task force per il lavoro), Legacoop Puglia e ai lavoratori stessi organizzati in forma cooperativa. L’iniziativa di ripartenza è stata illustrata ai giornalisti alla presenza di tutti i protagonisti del progetto. «Non abbiamo mai perso la speranza – ha affermato Giovanni Guerra, alla guida della Coopla Green – nonostante gli ostacoli persistenti. La forza motrice della nostra iniziativa è stata la determinazione a risollevarci, il rilancio di un’area, Manfredonia, ex zona di contratto d’area, dove imprese settentrionali sono giunte, hanno ottenuto finanziamenti pubblici per poi abbandonare tutto. Noi rappresentiamo invece l’ultima grande realtà produttiva rimasta e intendiamo proseguire l’attività nel nostro territorio». L’operazione è ambiziosa: attraverso il meccanismo del worker buyout, 26 dipendenti (rispetto ai 67 del periodo pre-crisi) hanno rilevato lo stabilimento fermo da oltre due anni. Gli addetti, prevalentemente operai, hanno creato una società cooperativa investendo capitali personali (anticipazione dell’indennità Naspi e destinazione della liquidazione) insieme ai finanziamenti della legge Marcora. Hanno acquisito l’azienda che è pronta a riavviarsi con un orientamento ecologico. Lo stabilimento, infatti, lavorerà materiale bioplastico, certificato ed ecosostenibile, conforme alle direttive ambientali europee. Ma quale percorso ha portato a questo complesso recupero aziendale? Un contributo fondamentale è arrivato dal movimento cooperativo tramite Legacoop, che ha stanziato 130 mila euro per la fase iniziale e prevede di investire ulteriori 850 mila euro, garantendo anche i primi canali commerciali. «Coopla Green – ha dichiarato Carmelo Rollo, alla presidenza di Legacoop Puglia – dimostra come una crisi possa evolversi in un’opportunità innovativa anche dal punto di vista degli strumenti operativi. A Manfredonia riprenderà vita un’attività industriale rappresentando un’inversione di tendenza in questo periodo di smantellamento produttivo, chiusure e dismissioni che contraddistinguono numerose zone industriali nella nostra area, nel Mezzogiorno, in Italia». E non è tutto. «Consideriamo indispensabile – ha aggiunto Rollo – che l’amministrazione regionale predisponga meccanismi per accompagnare progetti simili, anche nella valutazione preliminare di fattibilità e nell’elaborazione del business plan. Una sorta di strumento finanziario rotativo a sostegno della rigenerazione cooperativa d’impresa. Questo non deve restare un episodio isolato». «Il 30 marzo 2023 regnava lo sconforto tra i dipendenti – ha ricordato Leo Caroli, a capo del Sepac – che assistevano al fermo produttivo e alla chiusura dell’impianto. Tuttavia, fin da subito è emersa la determinazione a cambiare rotta e rimettersi in gioco. Il percorso è ancora impegnativo, ma esistono elementi incoraggianti. Soprattutto spunti per affermare che dalla Puglia emerge un nuovo approccio alla tutela degli stabilimenti in difficoltà. I lavoratori hanno mostrato la volontà di preservare l’attività produttiva investendo capitali personali nella cooperativa. Proprio nella giornata di ieri, l’Inps sembrerebbe aver respinto la domanda per l’erogazione anticipata delle prestazioni Naspi. Approfondiremo le ragioni. In ogni caso, è presente anche un finanziatore esterno». Il finanziatore è la famiglia Palumbo di Rutigliano, che ha stanziato 2,1 milioni di euro per acquisire lo stabilimento di Manfredonia.

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