L’ultimo lavoro in forma di fumetto che racconta di una Africa vista senza infingimenti e forzature
È l’ultimo lavoro, in ordine di tempo, di Lucio Cascavilla, manfredoniano giramondo, eclettico scrittore e documentarista che ha testimoniato “dal vivo” esperienze vissute prevalentemente nel composito e irrequieto continente africano e in Cina. Da “Punk road in China” (2012), un memoir dei suoi anni da rocker trascorsi in quel “Regno di mezzo”; a “L’utopia del rispetto”, storia di fantascienza (ma non tanto); a “Sogni, segni e sintomi” racconti dalla Cina; a “Tre storie per non morire”, una graphic novel ambientato in Sierra Leone; fino a “The Years We Have Bee Nowhere” (2022), documentario politico-socioculturale che affronta il tema delle deportazioni contemporanee di migranti africani: dalla Sierra Leone verso l’Europa e gli USA ma poi forzatamente rimandati indietro nei loro paesi d’origine. Un affresco dolente che, attraverso storie individuali, rappresenta la crisi umanitaria e le conseguenze delle espulsioni forzate. E’ stato presentato in numerosi festival nazionali ricevendo grandi apprezzamenti. Ed ora “L’algoritmo della farfalla”, ovvero quando l’Africa diventa lo specchio del mondo globale.
Cascavilla torna a interrogare le contraddizioni di un continente attraversato da conflitti, speranze, interessi globali e fragilità antiche. E lo fa scegliendo il “fumetto”, vale a dire una narrativa illustrata che utilizza il formato fumettistico, vale a dire parole e immagini, un linguaggio semplice e diretto accompagnato da illustrazioni esplicative, che supera le barriere culturali e linguistiche, coinvolge lettori giovani, occasionali: insomma, una forma popolare, non semplificativa, capace di profondità critica.
La disegnatrice Giulia Canetto ha dato concretezza visiva al racconto scritto da Lucio Casvavilla, e che Morsi editore ha divulgato e promosso. Un’opera tra graphic novel, romanzo, saggio narrativo, sintetizzata in quel titolo ermetico che racchiude una metafora potente: l’algoritmo rimanda ai meccanismi impersonali che governano il mondo contemporaneo: tecnologia, finanza, strategie militari, interessi multinazionali; mentre la farfalla richiama la fragilità dell’esistenza umana e la teoria del caos: piccoli eventi capaci di produrre conseguenze enormi.
Una narrazione dell’Africa equilibrata, realistica, senza infingimenti e forzature; raccontata non come periferia del mondo, bensì come uno dei suoi centri nevralgici nel quale si confrontano e si scontrano le contraddizioni della globalizzazione. Una sceneggiatura già scritta sulla cui ribalta i personaggi non sono comparse fittizie, bensì soggetti reali, attivi costretti a barcamenarsi in un mondo che se non fosse tremendamente reale, avrebbe tutte le specificità dell’irrealtà.
L’algoritmo della farfalla è un libro che inquieta, perché mostra come l’illusione di controllare la realtà attraverso modelli e calcoli, si scontri con l’imprevedibilità della vita. Ed è proprio dall’Africa, troppo spesso raccontata come “altrove”, che Cascavilla ci invita a guardare per capire che nessun destino è isolato e che ogni battito d’ali, oggi più che mai, può farsi tempesta globale.
Michele Apollonio
