La frana di Petacciato in Molise, la più grande d’Europa, ha ricominciato a muoversi e divide in due l’Italia lungo la dorsale adriatica: chiuse l’autostrada A14 tra Vasto Sud e Termoli e la linea ferroviaria. La riattivazione della storica frana è stata causata dall’ondata di maltempo che nei giorni scorsi si è abbattuta sul litorale molisano portando al crollo del ponte sul Trigno sulla statale 87. Il fronte della frana è lungo oltre 4 km e sta paralizzando la circolazione, i binari della linea ferroviaria sono deformati e inutilizzabili, mentre a causa della chiusura dell’A14 martedì, si sono registrate code di oltre 13 chilometri tra Poggio Imperiale e Termoli. Sessanta persone restano sfollate, mentre è stato previsto lo stop di tutte le lezioni.
I treni cancellati
Sono 37 i treni Alta velocità e Intercity interessati dalla sospensione della circolazione ferroviaria sulla linea adriatica, tra Termoli e Montenero di Bisaccia. In base ai dati pubblicati sul portale Infomobilità di Trenitalia, sono 30 i treni con variazioni di percorso (18 Frecciarossa e 12 Intercity-Intercity Notte) e sette quelli cancellati (2 Frecciarossa e 5 Intercity-Intercity Notte).
Per quanto riguarda le variazioni, si tratta di cambi di origine, termine o di deviazioni sul percorso alternativo via Caserta e Roma. Disagi anche per 20 treni regionali, che hanno subito soppressioni parziali nella tratta Vasto-Termoli e Termoli-Vasto.
Tratto A14 off limits, tempi di riapertura incerti
“Dopo giorni di piogge intense, si sono riattivate le frane lungo il ‘Corridoio Adriatico’, isolando di fatto la Puglia e imponendo un grave blocco ai collegamenti fondamentali tra nord e sud-est del Paese – sottolinea Antonello Fiore, presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale – il crollo del ponte sulla Strada Statale 16, al confine tra Molise e Abruzzo sul fiume Trigno, ha già segnato una prima ferita infrastrutturale. A questa si è aggiunta la riattivazione della frana a Petacciato, che ha imposto, per precauzione, l’interruzione della ferrovia e dell’autostrada A14 nel tratto tra Vasto Sud e Termoli. Questo isolamento risulta particolarmente grave per la Puglia perché, a differenza di quanto avvenuto nel 2010 con la frana di Montaguto, non esistono valide alternative viarie e la durata della sospensione dei servizi, sia per persone che per merci, è ancora incerta”.
Deviati i mezzi pesanti Tra Val di Sangro e Vasto Sud
Dalla mezzanotte sull’autostrada A14, tra Val di Sangro e Vasto sud in direzione Bari, è in vigore il divieto di transito per i mezzi pesanti con massa superiore alle 7,5 tonnellate. Il provvedimento, informa una nota di Autostrade per l’Italia, disposto in accordo con le autorità competenti in via precauzionale, si aggiunge alle chiusure, per tutti i veicoli, dei tratti Vasto sud-Termoli in direzione Bari e Poggio Imperiale-Vasto sud in direzione Pescara. Chiusure disposte ieri per consentire verifiche tecniche dopo l’attivazione del sistema di monitoraggio installato in corrispondenza del fronte franoso di Petacciato, in Molise.
Viabilità alternativa
Nella nota Autostrade per l’Italia ricorda che la SS16 Adriatica nel tratto interessato non è percorribile, queste le uscite consigliate:
per i veicoli leggeri in direzione di Bari, dopo l’uscita obbligatoria a Vasto sud, percorrere la SS650 Trignina, seguire le indicazioni per Isernia/Campobasso e successivamente per Termoli, con rientro in A14 a Termoli.
Per i veicoli leggeri in direzione di Pescara, dopo l’uscita obbligatoria a Poggio Imperiale, seguire la SS16 in direzione Termoli, quindi la SS650 Trignina in direzione Vasto, con rientro in A14 a Vasto sud.
Per le lunghe percorrenze e per i mezzi pesanti diretti verso Bari, Autostrade consiglia di percorrere la A1 Milano-Napoli in direzione Napoli, immettersi sulla A16 Napoli-Canosa in direzione Canosa e proseguire verso Bari.
Per lunghe percorrenze e mezzi pesanti da Bari, si consiglia di percorrere la A16 Napoli-Canosa in direzione Napoli, immettersi sulla A1 Milano-Napoli in direzione Roma e proseguire lungo la A1.
