Giovedì 16 Luglio 2026

Un osservatorio comunale contro racket e usura

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Il sindaco La Marca traccia un excursus della situazione

Un presidio della legalità per combattere i fenomeni criminali che minano l’economia e offuscano la credibilità di un territorio voglioso di uscire dalle brume dell’immobilismo e di valorizzare le proprie risorse. A presenziare al battesimo dell’importante organismo, il questore di Foggia Alfredo D’Agostino, l’Associazione antiracket di Foggia, la Fondazione Buon Samaritano, l’Associazione Libera, amministratori e consiglieri comunali con il sindaco Domenico La Marca. Un momento di grande e condivisa rilevanza evidenziata dalla considerevole presenza di imprenditori e commercianti, oltre che naturalmente di cittadini destinatari ultimi di situazioni fuori dal buon vivere civile. – Sindaco La Marca un momento emotivo dai tanti promettenti sviluppi? “Il racket e l’usura sono due piaghe tra le più odiose presenti nella nostra città che destano serie preoccupazioni oltre che danni incalcolabili, difronte ai quali non possiamo far finta di niente. Eloquente e fondamentale è stata la presenza del questore di Foggia e dei vari organismi operanti nell’ambito della legalità. Confidiamo nella presenza dell’Osservatorio” – Ci sono condizioni particolari che favoriscono la diffusione di tali attività scellerate? “Le ragioni e condizioni sono tante e diverse. Non ultima quella di girare la testa dall’altra parte, accettare questo modo di fare e lavarsi le mani. Un atteggiamento che va corretto” – La presenza corposa di imprenditori e commercianti, le vittime designate di tali attività delittuose, hanno dato una spinta ad intervenire? “I malumori sono aumentati vertiginosamente e molto avvertita è stata l’esigenza di reagire. La loro presenza è stata fondamentale: hanno superato le diffidenze e hanno parlato, hanno raccontato tanti episodi e le modalità con le quali vengono taglieggiati. Sono emerse le verità nascoste” – Per esempio? “Tra le modalità diffuse quelle di imporre il pizzo o di prelevare merce e non pagare. Una modalità inconcepibile che umilia chi lavora onestamente e discredita una realtà straordinariamente operosa. La criminalità ha depotenziato e offuscato l’immagine laboriosa della città. Un danno economico e di immagine inaccettabile. Il racket e l’usura sono strumenti sofisticati di estorsione che tolgono la libertà”. – Il convegno ha costituito un momento di verità e programmazione… “Indubbiamente: una opportunità per uscire fuori dagli equivoci. Non un convegno convenzionale, bensì un momento di ascolto e di condivisione, una occasione per testimoniare la volontà di reagire ad uno stato di cose non più sopportabile. Imprenditori e commercianti hanno raccontato le proprie esperienze anche quelle conclusesi positivamente grazie alla presenza e all’aiuto delle associazioni qui presenti e che faranno da supporto al nostro Osservatorio. Cerchiamo di supere il lassismo di anni di mal governo”Ci sono state anche denunce?

“Certamente. Lo Stato, le Forze dell’ordine sono al fianco di chi ha il coraggio di denunciare e di liberarsi di quelle catene che da troppo tempo bloccano un territorio ricco di risorse e di potenzialità. Anche il Comune fa la sua parte assumendo personale per portare la Polizia locale ad una condizione operativa più incisiva. Il territorio è attenzionato. Non a caso il prefetto di Foggia, Paolo Giovanni Grieco, ha tenuto a Manfredonia, nella sala del consiglio comunale, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”. – Sono alle viste miglioramenti sociali? “Lavoriamo per quelli. L’auspicio è che la presenza e l’operatività dell’Osservatorio della legalità possa incidere sulla collaborazione di cittadini, imprese, associazioni, scuole, la città nel suo essere. Va detto che l’Osservatorio non è la soluzione, ma solo il mezzo per arrivare alla soluzione. Deve prevalere un NOI fatto di cittadini e dunque di imprenditori e commercianti, che insieme dicono No al racket, alle estorsioni, al malaffare”.

di Michele Apollonio

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