Il sindaco La Marca traccia un excursus della situazione
Un presidio della legalità per combattere i fenomeni criminali che minano l’economia e offuscano la credibilità di un territorio voglioso di uscire dalle brume dell’immobilismo e di valorizzare le proprie risorse.
A presenziare al battesimo dell’importante organismo, il questore di Foggia Alfredo D’Agostino, l’Associazione antiracket di Foggia, la Fondazione Buon Samaritano, l’Associazione Libera, amministratori e consiglieri comunali con il sindaco Domenico La Marca. Un momento di grande e condivisa rilevanza evidenziata dalla considerevole presenza di imprenditori e commercianti, oltre che naturalmente di cittadini destinatari ultimi di situazioni fuori dal buon vivere civile. – Sindaco La Marca un momento emotivo dai tanti promettenti sviluppi? “Il racket e l’usura sono due piaghe tra le più odiose presenti nella nostra città che destano serie preoccupazioni oltre che danni incalcolabili, difronte ai quali non possiamo far finta di niente. Eloquente e fondamentale è stata la presenza del questore di Foggia e dei vari organismi operanti nell’ambito della legalità. Confidiamo nella presenza dell’Osservatorio” – Ci sono
condizioni particolari che favoriscono la diffusione di tali attività scellerate? “Le ragioni e condizioni sono tante e diverse. Non ultima quella di girare la testa dall’altra parte, accettare questo modo di fare e lavarsi le mani. Un atteggiamento che va corretto” – La presenza corposa di imprenditori e commercianti, le vittime designate di tali attività delittuose, hanno dato una spinta ad intervenire? “I malumori sono aumentati vertiginosamente e molto avvertita è stata l’esigenza di reagire. La loro presenza è stata fondamentale: hanno superato le diffidenze e hanno parlato, hanno raccontato tanti episodi e le modalità con le quali vengono taglieggiati. Sono emerse le verità nascoste” – Per esempio? “Tra le modalità diffuse quelle di imporre il pizzo o di prelevare merce e non pagare. Una modalità inconcepibile che umilia chi lavora onestamente e discredita una realtà straordinariamente operosa. La criminalità ha depotenziato e offuscato l’immagine laboriosa della città. Un danno economico e di immagine inaccettabile. Il racket e l’usura sono strumenti sofisticati di estorsione che tolgono la libertà”. – Il convegno ha costituito un momento di verità e programmazione… “Indubbiamente: una opportunità per uscire fuori dagli equivoci. Non un convegno convenzionale, bensì un momento di ascolto e di condivisione, una occasione per testimoniare la volontà di reagire ad uno stato di cose non più sopportabile. Imprenditori e commercianti hanno raccontato le proprie esperienze anche quelle conclusesi positivamente grazie alla presenza e all’aiuto delle associazioni qui presenti e che faranno da supporto al nostro Osservatorio. Cerchiamo di supere il lassismo di anni di mal governo” – Ci sono state anche denunce?
“Certamente. Lo Stato, le Forze dell’ordine sono al fianco di chi ha il coraggio di denunciare e di liberarsi di quelle catene che da troppo tempo bloccano un territorio ricco di risorse e di potenzialità. Anche il Comune fa la sua parte assumendo personale per portare la Polizia locale ad una condizione operativa più incisiva. Il territorio è attenzionato. Non a caso il prefetto di Foggia, Paolo Giovanni Grieco, ha tenuto a Manfredonia, nella sala del consiglio comunale, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”. – Sono alle viste miglioramenti sociali? “Lavoriamo per quelli. L’auspicio è che la presenza e l’operatività dell’Osservatorio della legalità possa incidere sulla collaborazione di cittadini, imprese, associazioni, scuole, la città nel suo essere. Va detto che l’Osservatorio non è la soluzione, ma solo il mezzo per arrivare alla soluzione. Deve prevalere un NOI fatto di cittadini e dunque di imprenditori e commercianti, che insieme dicono No al racket, alle estorsioni, al malaffare”.
di Michele Apollonio
