Venerdì 30 Settembre 2022

Tra bilancio in rosso e debiti, i danni della politica che si fa industria (Il VIDEO dell'ex Sindaco di Orta Nova Iaia Calvio)

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“Le risorse del Comune si sono assottigliate anche per il diminuito trasferimento dallo Stato delle risorse spettanti: anno dopo anno la riduzione è arrivata al 53 per cento passando dagli oltre 14 milioni di euro del 2010, ai circa 6,7 milioni del 2013, mettendo in grave affanno l’amministrazione comunale. Nel frattempo i costi a carico del Comune sono aumentati”. Queste affermazioni sono state più volte pronunciate sia dal Sindaco Riccardi che dall’Assessore al Bilancio Pasquale Rinaldi. Dati incontrovertibili, che evidenziano come i Comuni, compreso il nostro, siano vittime di pesanti tagli da parte del governo centrale. Ma numeri reali sono anche i 93.837.644 milioni del passivo comunale (bilancio 2012), che seppur da leggere tenendo conto del contesto appena descritto, testimoniano una situazione gestionale difficile. In un momento storico probabilmente irripetibile, con le famiglie in una situazione estrema di difficoltà (le reazioni all’arrivo della rata della Tares prenatalizia ne sono state una prova), cosa può e deve fare un’amministrazione comunale per rendersi davvero credibile davanti agli occhi dei propri cittadini? Un interrogativo al quale si può replicare con cifre, mai come in questo caso assolutamente non asettiche ma esemplificative: secondo uno studio della Uil, coloro che cercano “di trarre dalla politica una fonte durevole di guadagno” nei Comuni sono 137.660 persone; nei Cda delle aziende pubbliche si contano 24.432 persone; si sale a 44.165 per i Collegi dei revisori e i Collegi sindacali delle aziende pubbliche; 38.120 sono quelli che invece lavorano a “supporto politico” nelle varie assemblee elettive, e 487.949 quelli impiegati per “Incarichi e consulenze di aziende pubbliche” (dati nazionali). Se parametriamo questi dati alla realtà locale, possiamo affermare che a Manfredonia questa quota potrebbe ragionevolmente oscillare tra le 1100 e le 1200 persone. La democrazia elettiva è un principio fondamentale, ed essa non può prescindere dal sindaco, dagli assessori (comunque troppi, tanto che dalla prossima legislatura per legge scenderanno da 8 a 6) e dai consiglieri comunali  che ne rappresentano i baluardi, legittimati dal consenso popolare (non a caso si vuole esportare la legge elettorale dei sindaci a livello nazionale, dopo alcune legislature di nominati non eletti). Poi però ecco arrivare il resto: un esercito di consulenti di politici, dirigenti, amministratori di società partecipate che a loro volta hanno dei consulenti e dei dirigenti, che a loro volta hanno consulenti. E poi revisori, certificatori, controllori nominati dalle partecipate che dovrebbero a loro volta controllare. E poi ancora i commissari, ed ancora le autorità locali. Presidenti, vicepresidenti, consulenti, dirigenti. Dulcis in fundo i commissari liquidatori che in compenso “liquidano” da anni. Tra questi anche qualche “fortunato” che si ritrova con più incarichi, spesso nel ruolo di controllore e controllato, dentro a società con una gestione privata, ma dal capitale pubblico, e dunque con perdite pubbliche. Poi i guadagni: un commissario può portare a casa da 150.000 a 180.000 euro ed un vice circa 80.000. Un amministratore di piccola municipalizzata ha una remunerazione di circa 50.000 euro, un direttore o dirigente dai 160.000 ai 190.000 euro. Un revisore circa 20.000 euro. I consulenti portano a casa le cifre più disparate; alcuni con collaborazioni isolate, altri con rapporti decennali o ventennali e qui le cifre oscillano mediamente tra 20 e 50 mila euro, ma a salire. Matteo Renzi, che vorrebbe incarnare il cambiamento e la “rottamazione” della cattiva politica, e che a Manfredonia annovera parecchi estimatori e sostenitori, compreso il sindaco Riccardi, ha tuonato qualche giorno fa: “Basta ai contratti a tempo indeterminato per i dirigenti”. Stiamo parlando di gente che lavora, ovviamente ma che non ha fatto alcuna selezione pubblica, non ha seguito nessun merito, ma viene pagata con i soldi di tutti. La politica, anche a Manfredonia, non può farsi industria. E, in tempi in cui l’ideologia è fortemente in crisi, se l’interesse è solo quello di aumentare il proprio tenore di vita, ci troviamo di fronte all’affermazione di un sistema economico, non di politica. Il sociologo tedesco Max Weber, in ‘La politica e la scienza come professioni’, diceva “che si può vivere ‘per’ la politica oppure ‘di’ politica”. Chi vive ‘per’ la politica costruisce in senso interiore tutta la propria esistenza intorno ad essa” […] Mentre della politica come professione vive colui che cerca di trarre da essa una fonte durevole di guadagno”. Era il 1919, ma la lezione è quanto mai attuale.

Graziano Sciannandrone

Come dovrebbe essere la politica, per esempio…

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