Martedì 21 Maggio 2024

Vince la “democrazia partecipata” mobilitatasi in massa per salvaguardare l’Ospedale di Manfredonia (VIDEO)

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Sabato 8 febbraio centinaia di persone si sono riversate per le vie del centro del paese in un pacifico corteo cittadino partito dall’Ospedale San Camillo de Lellis per poi proseguire verso il Corso Manfredi e giungere infine all’auditorium del Palazzo dei Celestini. Al corteo erano presenti oltre ai cittadini anche le istituzioni rappresentate dal sindaco Angelo Riccardi e dell’assessore Angelillis insieme ai due consiglieri regionali Gatta e Ognissanti. La manifestazione è stata organizzata dall’Usppi Sanità e dal Tribunale per i diritti del malato per sostenere la lotta intrapresa da tre donne manfredoniane che da oltre un mese sono scese in piazza, raccogliendo oltre 6000 firme, per dire a gran voce: “l’Ospedale di Manfredonia non si chiude”, replicato in coro, durante il corteo, da tutti i cittadini che vi hanno partecipato. Al termine della manifestazione si è giunti al Palazzo dei Celestini in cui la “cittadinanza attiva” ha espresso il proprio dissenso contro la chiusura di alcuni reparti quali Ostetricia (punto nascita) e la Pediatria ridotta all’osso in termini di risorse strumentali e umane. Ha aperto la discussione l’avv. Eleonora Pellico che ha fatto gli onori di casa, ringraziando i presenti tra cui i rappresentanti politici dei comuni di Zapponeta e di Monte Sant’Angelo che hanno affermato il loro sostegno alla “lotta” intrapresa da Manfredonia per la salvaguardia del loro ospedale o meglio “dell’Ospedale del Gargano” perché il “San Camillo” soddisfa la domanda di assistenza di un bacino di utenza di circa 150.000 persone, includendo le diverse zone del Gargano. Poi ha preso la parola il responsabile del sindacato dell’Usppi Sanità, Antonio Basta, il quale ha evidenziato come il P.O. di Manfredonia, da diversi anni, sia stato emarginato dalla Regione per privilegiare quello di San Severo e di Cerignola forniti di più dirigenti di struttura e con una dotazione organica più cospicua rispetto al nostro P.O. sovraccaricato di richieste di cura. Il consigliere regionale Franco Ognissanti ha voluto ribadire che gli attuali problemi risalgono alle scelte intraprese nel 2005 quando furono accorpate le Asl e cospicue risorse furono destinate a riqualificare e potenziare i reparti degli ospedali di Cerignola e San Severo. Il consigliere Giandiego Gatta con documenti alla mano ha mostrato come l’attuale direttore dell’Asl di FG, il dott. Manfrini, sia il mero esecutore di quanto già viene stabilito e deliberato dalla Regione e quindi le responsabilità vanno attribuite all’attuale governo Vendola che ha condotto la Puglia ad una situazione disastrosa, totalizzando un punteggio di 138 dei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza nazionali, allontanandola così dalla soglia di adeguatezza stabilita a 160. La Regione Puglia, dal 2007 al 2012, ha sforato i livelli di adeguatezza dei servizi assistenziali stabiliti dal Piano di rientro che sostiene l’importanza di riorganizzare i sistemi sanitari regionali, eliminando gli sprechi per favorire i servizi qualitativamente adeguati e sicuri, dirottando le risorse risparmiate  dove sono maggiormente necessarie e più appropriate. Dopo quest’analisi tecnica il sindaco di Manfredonia ha confermato l’incontro di ieri avuto con l’assessore regionale Elena Gentile, nelle sale del Partito Democratico, chiedendole di sostenere Manfredonia affinché anche il nostro Ospedale possa dotare il reparto di cardiologia dell’Unità di Terapia Intensiva per la gestione dei pazienti affetti da patologia cardiaca acuta insieme al servizio di emodinamica per i pazienti sottoposti a coronarografia. Inoltre il San Camillo per poter continuare a vivere e diventare un Ospedale Intermedio dovrà dotarsi di un’efficiente Geriatria. Purtroppo le due figure centrali della conferenza, l’assessore regionale Elena Gentile e il dott. Manfrini direttore Asl –FG erano assenti e non si è potuto ricevere delle rassicurazioni e delle delucidazioni sulla questione. Dagli interventi dei cittadini presenti è emerso che la gente è stufa delle “promesse dei politici” e vuole delle risposte concrete avallate dai fatti più che dalle parole. Grazie alla mobilitazione della signora Lucia insieme alla sorella ed alla mamma sono riuscite a smuovere un po’ le coscienze della popolazione manfredoniana, rivitalizzando gli animi con la loro tenacia e coraggio, ribadendo che non si può accettare passivamente la chiusura del Punto nascita per una mera questione statistica. La sorella di Lucia, nel suo intervento, ha denunciato che gli anziani ed i bambini non sono numeri e che purtroppo vengono considerati tali dagli ospedali di Foggia e di San Giovanni Rotondo che non riescono più a sostenere l’ingente richiesta di assistenza delle partorienti provenienti dai comuni in cui hanno chiuso i reparti di ginecologia. I disagi sono tanti e prima o poi verranno a galla tutti i disservizi di quegli ospedali che oberati di lavoro non riusciranno più a garantire gli standard di qualità. Purtroppo chi pagheranno le conseguenze della “mala sanità” saranno sempre i cittadini ormai stufi delle leggi e dei patti di stabilità che restringono sempre più le risorse a discapito della qualità dei servizi di assistenza.

Grazia Amoruso

 

L’INTERVENTO DI FRANCO OGNISSANTI

L’INTERVENTO DI GIANDIEGO GATTA

L’INTERVENTO DEL SINDACO ANGELO RICCARDI

ALCUNI INTERVENTI DEL PUBBLICO

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Commenti

  • A me mi è piaciuto molto l’intervento del Vicesindaco di Monte Sant’Angelo Felice Scirpoli che a detto le cose come stanno e la verità e a criticato a Elena Gentile che poi non o capito perche ieri l’assessore Gentile non stava all’incontro, viene a Manfredonia solo in campagna elettorale. E noi manfredoniani dobbiamo pure dire grazie al vicesindaco di Monte che e venuto mentre non sono venuti alcuni politici di Manfredonia e molti manfredoniani non stavano alla manifestazione, cittadini svegliatevi.

    Nardo 09/02/2014 16:14 Rispondi
    • Si il signor Scirpoli predica bene e razzola male, tiene i bambini di una scuola dell’infanzia al freddo da mercoledì ad oggi sono una settimana… senza gas per i riscaldamenti dopo aver ricevuto innumerevoli sollecitazioni da preside, insegnanti e genitori… non bisogna fidarsi chi più e chi meno fanno tutti schifo….

      mg 11/02/2014 21:06 Rispondi
  • L’ospedale non e’ mai stato a rischio chiusura, il tutto e’ stato usato dai soliti politici per farsi un po’ di campagna elettorale visto che ci avviciniamo alle elezioni. Vorrei fare una domanda :se il corteo e’ stato organizzato dall’Usppi perche’ a parlare sono andate certe persone ? Cosa ci facevano li?

    Giuseppe 09/02/2014 10:53 Rispondi
  • Per le vie del paese???? Paese??? Comunque voglio fare un appunto. Per favore smettiamola di parlare di chiusura perché è palese non si possa trattare di chiusura dal momento che la città conta più di 60000 abitanti. Ieri la gente ha gridato no al declassamento. Rendiamoci conto di quanto le regole siano state applicate in maniera diversa… La gentile non ha fatto il suo. La signora assessora doveva ascoltare comunque la popolazione perché la situazione è critica.

    Andrea 09/02/2014 9:06 Rispondi

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