Sabato 20 Luglio 2024

Il dolore cronico in medicina generale: congresso provinciale SIGM-DAUNA ai Celestini

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CONGRESSO PROVINCIALE SIMG -DAUNA: “Il Dolore Cronico in Medicina Generale”. incontro a Manfredonia il 01 marzo a Palazzo dei Celestini

RAZIONALE SCIENTIFICO
Il dolore è il sintomo per eccellenza nel mondo animale e anche dell’uomo. Esso è vitale, è di difesa. Spesso è il sintomo per eccellenza che conduce il paziente a recarsi dal suo medico. Il dolore è definito cronico quando persiste nel tempo (da 3 a 6 mesi, secondo l’International Association for the Study of Pain). Allora da sintomo acuto o di allarme il dolore diventa malattia: dolore cronico. Il paziente che ne soffre ha una malattia, dolore cronico, nella malattia di base (ad esempio: tumore, malattia reumatica, danno post-ictale, sclerosi multipla, neuropatie post-infettive e/o ischemiche, ecc.). Il dolore cronico è una malattia invalidante con conseguenze devastanti sulla qualità della vita, del lavoro e della relazionale.
Secondo l’OMS è un problema molto rilevante di sanità pubblica. In Europa sono afflitti dal dolore cronico circa 75 milioni di persone pari al 19% della popolazione adulta. In Italia si stima che siano afflitti da tale malattia 16 milioni.
La Legge n. 38 del 2010 al fine di sopprimere e controllare il dolore cronico, è una grande opportunità per poter realizzare un Percorso Diagnostico-Terapeutico (PDT). Pertanto la conoscenza della malattia e la terapia appropriata, aiutano il Medico di Medicina Generale, a saper gestire il dolore cronico nel contesto di una sinergia multidisciplinare. Oggi la terapia del dolore cronico non è soltanto farmacologica ma anche chirurgica, riabilitativa e psicologica.

Il congresso affronterà in una sessione specifica un altro tipo di dolore molto devastante per l’essere che lo subisce ed odioso: la violenza alle donne. Nel 2012 in Italia sono state uccise 124 donne e 15000 donne hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza aderenti al DIRE (Donne in Rete contro la Violenza), perché vittime di abuso da parte di uomini. Spessissimo il colpevole è il coniuge o il fidanzato, uomini che al contrario avrebbero dovuto offrire amore, affetto e fiducia.
Per contrastare la violenza domestica è necessario un contributo civile di tutta la collettività. E’ importante anche un cambiamento professionale degli operatori del SSN. Noi siamo impegnati nel sensibilizzare il MMG.

Renato Sammarco

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