Martedì 16 Aprile 2024

È “ritornato” Eduardo

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Il 25 febbraio 2014 sono state trasferite, dall’Istituto di Storia Patria di Napoli a Palazzo Reale di Napoli, più di 150 scatole contenenti copioni (scritti a mano o dattiloscritti), locandine, programmi di sala, fotografie, manifesti (alcuni dei quali con caricature dei fratelli De Filippo eseguite dal grande caricaturista Umberto Onorato, originario di Lucera) e… tant’altra documentazione appartenente al grande Eduardo De Filippo. Una giornata memorabile, dunque, quella del 25 febbraio 2014.
Una giornata indimenticabile non solo per la Biblioteca Nazionale di Napoli, ma anche per Napoli, per il Meridione d’Italia, per l’Italia…
E’ ancora forte, seppure a distanza di circa trent’anni dalla sua scomparsa, l’amore per Eduardo, per le sue tante opere teatrali.
Sono numerosi, infatti, gli attori (dai locali ai mondiali), che amano interpretare “piccoli” e “grandi” ruoli dei molti personaggi delle memorabili commedie dell’illustre drammaturgo partenopeo.

Riguardo Manfredonia bisogna ricordare che, solo qualche anno fa (nel dicembre 2012), la compagnia Teatro Stabile Città di Manfredonia diretta da Dina Valente (già finalista alla 25^ Edizione Nazionale del FitaFestival con la commedia “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo) portò in scena – con successo di pubblico e critica – il capolavoro di Eduardo De Filippo ossia “Filumena Marturano”. Nei ruoli di “Filumena Marturano” e “Domenico Soriano”, rispettivamente i pluripremiati Dina Valente e Filippo Totaro.

Ma… “ritorniamo” a Napoli. Immagino la grande emozione del mio carissimo amico Mauro Giancaspro (direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli) nel vedere “arrivare” Eduardo nella sala (facente parte della sezione “Lucchesi Palli” della Biblioteca Nazionale di Napoli) che, dal 25 febbraio 2014, è stata battezzata “Sala Eduardo De Filippo”. Locale che ospiterà una grande mostra commemorativa in occasione del trentennale della morte di Eduardo.
Nell’articolo di Giulio Baffi “In 150 scatole, trasferite dall’Istituto di storia patria a Palazzo Reale, il patrimonio accumulato in tutta una vita – L’archivio di Eduardo nella Biblioteca nazionale” (pubblicato il 25 febbraio 2014 su “La Repubblica Napoli. It”), ad un certo punto, lo stesso Giancaspro dichiara:

[…] vogliamo sia studiato e conosciuto nel suo lavoro di autore, perché penso, e non sono certo il solo, che Eduardo De Filippo sia uno dei grandi drammaturghi europei […]

Come dargli torto?!
Ma… vorrei tornare alle tante bellissime caricature raffiguranti Eduardo eseguite, negli anni, dal celebre caricaturista (nonché giornalista e scenografo) Umberto Onorato. L’artista lucerino visse per anni tra attori, registi, costumisti…
Egli trascorse ore nei camerini di interpreti “grandi” e “piccoli” del Teatro italiano. Tutto ciò gli permise di osservare ogni gesto, ogni atteggiamento caratteristico, ogni tic, ogni peculiarità del viso, ogni tratto caratteriale dei personaggi che frequentò.
E proprio l’illustre disegnatore satirico di Capitanata, in “Farli brutti: memorie di un caricaturista” del 1943 (attualmente: risorsa digitale presente nel Portale “Internet Culturale”), svelò un episodio amaro quanto “intimo” riguardante due indiscussi “colossi” della drammaturgia mondiale del sec. XX quali Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello.
L’episodio in questione narra di cose che accaddero nel camerino di Eduardo (nel periodo in cui, al Teatro Quirino di Roma, si rappresentava “Il berretto a sonagli” dell’insigne drammaturgo siciliano) sette giorni prima della morte di Pirandello.
Una vicenda che fu causa di eterna amarezza per Eduardo. Leggete il seguente brano e capirete il perché:

[…] – Ditemi la verità, Maestro, l’ultima volta che ci siamo incontrati tre mesi fa, avete appena risposto al mio saluto; eravate in collera con me? – E’ vero – ammise Pirandello – Forse perché nell’ultima stagione al Quirino non vi avevo rappresentato L’abito nuovo? – Avete indovinato. – Ma non potevo, non avevo provato abbastanza e con una commedia vostra bisogna andare in scena solo quando si è completamente sicuri di se stessi e della Compagnia. E il caso di chiedervi se non siete come un giovane autore che non vede il momento che la sua prima commedia sia rappresentata… – Proprio così – interruppe il Maestro. – Con la differenza che il giovane autore può aspettare, mentre io no… sono un <vecchio> autore, caro De Filippo!… […]

Da ciò si desume che le cose bisogna farle bene, con precisione, con scrupolo, ma… non dopo troppo tempo.
Perché? Perché […] Di doman / non v’è certezza.
Ciò vale per ognuno di noi, per la nostra città, per la città di Napoli, per l’Italia intera…
Vale soprattutto per la “politica” Italiana che, mai come in questi giorni, deve occuparsi concretamente di questioni irrimandabili come il lavoro, la ricerca scientifica, la cultura…
In merito a questa bruttissima crisi economica della nostra Italia (e non solo) Eduardo direbbe – come nella sua celeberrima “Napoli Milionaria” – quasi certamente:

[…] Mo avimm’aspetta’ […] Ha da passà ‘a nuttata.

Di certo il 25 febbraio 2014, per dirla col giovanissimo cantante Rocco Hunt, è stato Nu juorno buono.

Francesco Granatiero

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