Venerdì 12 Agosto 2022

'Manfredonia Nuova', I. Magno: "Per la legalità riforma dei partiti e basta professionisti della politica"

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UN’ANALISI PER IL RIPRISTINO DELLA LA LEGALITÀ NELLA NOSTRA CITTÀ E NELL’ITALIA

Intervento del nostro portavoce, prof. Italo Magno, tenuto nell’incontro sulla legalità del 23 febbraio 2015

Per ripristinare la legalità, nella nostra città ed in Italia, occorre intervenire su tre elementi che la inquinano.

  • La riforma dei partiti: che si sono troppo gonfiati di poteri che a loro non competono.
  • Eliminare i professionisti della politica che fuori dalla politica non saprebbero fare null’altro e, per mantenersi a galla, fanno accordi pure col diavolo.
  • Riprendere la partecipazione popolare, dopo il prolungato asservimento al potere.

Siccome oggi chi esercita la libera critica è considerato un nemico da colpire in ogni modo, non aggiungerò nemmeno una parola, di mio, ma leggerò asserzioni di personalità ben più importanti di me.

 

UNO – RIFORMA DEI PARTITI

I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali… Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una nomina viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti”. (Enrico Berlinguer, in un’intervista di Scalfari nel 1981)

DUE – PROFESSIONISTI DELLA POLITICA

 “Quando un paese può funzionare solo se guidato da politici di mestiere, evidentemente la sua struttura ha qualcosa di sbagliato. Vuol dire che la politica è uscita dal proprio alveo e si chiede agli eletti di svolgere mansioni che dovrebbero essere invece proprie dei dirigenti della pubblica amministrazione. 

Questo stato di cose, esattamente quello che troviamo in Italia, conduce ad una straordinaria inefficienza. I meccanismi di gestione, se sono tanto complessi da richiedere anni d’esperienza per impadronirsene. Il politico di mestiere (invece) di economia come di trasporti o di urbanistica, in realtà sa pochissimo: è un professionista della ricerca del consenso, nella migliore delle ipotesi, o, nella peggiore, un arrampicatore che è riuscito a farsi strada dentro i partiti fino a guadagnarsi, in modi su cui è meglio non indagare troppo, la benevolenza dei capi.”. (Daniel di Schuler, sulla rivista Agorà)

TRE – PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA

La sensazione di una popolazione delusa e lontana dalla politica e dall’amministrazione della cosa pubblica è sempre più preoccupante e diffusa… E’ stato un processo che lentamente ha eroso i legami di comunità, la capacità delle persone di riconoscersi fra diversi, di costruire insieme un progetto di vita attraverso le relazioni umane e sociali, di trovare un equilibrio fra la dimensione pubblica e quella privata della propria esistenza.

Crediamo che il terreno della politica, inteso come azione di cittadinanza attiva, accessibile a tutti, debba essere riscoperto, rivisitato e rinnovato.

Per interrompere il corto circuito per cui, da almeno vent’anni, politica e società camminano con tempi e modalità completamente sfasati, occorre ricostruire le precondizioni della partecipazione alla vita pubblica dei cittadini consapevoli e disinteressati”. (Marco Doria, Sindaco metropolitano di Genova)

Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. (Giorgio Gaber)

 

Comunicato stampa

“Manfredonia Nuova”

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