Martedì 16 Agosto 2022

VOLONTARISMO – Contributi pubblici: utilità sociale, clientelismo e assistenzialismo!

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Uno dei temi che caratterizzano la vita sociale e politica della nostra città (così come accade nel resto del mondo), è il sostegno pubblico alle iniziative private. Il ruolo indefinito tra utilità sociale e personale del beneficiario non dovrebbe essere arbitrario della rappresentanza politica, ma dovrebbe portare ragionevoli motivazioni dell’effettivo beneficio di promozione territoriale, diffusione della cultura, dell’attività turistica, sportiva, dell’impiego del tempo libero, sostegno alle organizzazioni di tutela dei più deboli, dei più sfortunati. Ci dovrebbe essere l’inconfutabile utilità sociale a giustificare un pubblico contributo, che trovi un senso nello sviluppo dell’economia, nella tutela di ciò che appartiene alla collettività o nella promozione delle tradizioni. Tutto questo è davvero molto, troppo arbitrario e a discrezione della pubblica amministrazione che non sempre dà a chi merita. Lo strumento del sostegno economico sotto forma di “contributo” spesso è un’arma a doppio taglio o meglio ha una duplice utilità: politica e privatistica. La spartizione dei contributi pubblici ha degli importanti effetti sulla struttura degli schieramenti politici, ne abbiamo avuta prova in occasione delle recenti primarie del centro sinistra. Gli accontentati da un lato gli scontenti dall’altro, altro che ideologia politica. Un evento che si esaurisce in una serata e che coinvolge perlopiù un limitato gruppo di spettatori, un evento fieristico privato di tre giorni, meritano ognuno 10.000 euro ogni anno? Un evento sportivo di pochi giorni che ha già ottenuto 15.000 euro dalla Regione merita altri 10.000 euro? Una serata in cui si vende pesce fritto “per promuoverlo” merita 12.000 euro? Meritano 1.000 euro degli angeli che trascorrono gran parte del loro tempo al fianco di nostri fratelli che soffrono nell’attesa di rinascere a nuova vita? Non spetta a noi giudicare se una iniziativa meriti o meno il pubblico sostegno, ma bisogna fare i conti con le vuote casse comunali che dovrebbero sostenere soprattutto chi porta utilità sociale e non politica. Le strutture pubbliche, stadi, locali, palestre, capannoni, concessi gratuitamente, hanno un costo per la collettività, oltre alle spese necessarie per renderle fruibili. Il contributo pubblico è un business entrato nel vocabolario di molti che organizzano la propria attività ludica o di volontariato. Per alcuni, invece, è il sostentamento necessario per poter continuare a dare un servizio pubblico. Il Volontarismo è la filosofia che pone in modo preminente la volontà, il sentimento, la passione, l’intelletto, la fede. Darsi agli altri in tutti i modi in cui la società permette. Sostenere chi non merita matura il peggiore dei mali del Meridione d’Italia, promuove l’assistenzialismo e scoraggia il positivismo sociale. E’ una questione di coscienza pubblica.

Raffaele di Sabato

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