Giovedì 29 Febbraio 2024

Trivellazioni nell’Adriatico, alle 10 in Municipio l'incontro per ribadire il "no"

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Concessa l’autorizzazione per ricerche di petrolio a 12 miglia dalle Tremiti. Oggi incontro in Municipio per ribadire la contrarietà delle popolazioni adriatiche.

Si svolgerà quest’oggi alle ore 10  presso l’Aula consiliare della Città di Manfredonia, l’incontro, promosso dalla Rete NoTriv, per ribadire il no alle trivellazioni ed all’uso di tecniche invasive di ricerca del petrolio nel mare Adriatico, a 12 miglia dalle isole Tremiti.

Una nuova e immediata presa di posizione a seguito del permesso concesso, il 22 dicembre scorso, dal Ministero dello Sviluppo economico alla Petroceltic Italia srl per effettuare esplorazioni al largo delle Diomedee. Ed a poco valgono le rassicurazioni (?) della ministra Guidi, che sostiene si stia sollevando un polverone per nulla perché l’autorizzazione riguarda la prospezione geofisica e non la perforazione. “Già, come dire che la Petroceltic – esordisce il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi – effettua ricerche, ovviamente impiega risorse economiche per farle, trova del petrolio, saluta, ringrazia e se ne va. Mah!”.

Dalla partecipazione alle manifestazioni svoltesi anche a Manfredonia per protestare contro il decreto col quale il Ministero dell’Ambiente aveva autorizzato la ricerca di idrocarburi a tredici miglia dalle isole Tremiti, fino al ricorso presentato dalla Giunta comunale al TAR che, nell’ottobre 2012, aveva annullato il decreto summenzionato, Riccardi ha sempre seguito con partecipazione attiva le vicende che hanno interessato le isole Tremiti e il nostro mare Adriatico. Manfredonia, poi, ha un legame particolare con le Tremiti: secondo il mito, infatti, sia il centro sipontino che l’arcipelago furono fondati da Diomede, l’eroe troiano che sulle sponde dell’Adriatico trovò fama e rispetto dopo lunghe peregrinazioni.

Il primo cittadino manfredoniano non ha esitato nel contattare, invitandoli per lunedì a Palazzo San Domenico: il presidente della Regione Puglia, il presidente della Provincia di Foggia, il presidente del Parco Nazionale del Gargano, i sindaci di Cagnano Varano, Carpino, Chieuti, Foggia, Ischitella, Lesina, Lucera, Margherita di Savoia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rodi Garganico, San Nicandro Garganico, Tremiti, Vico del Gargano, Vieste e Zapponeta.

L’area interessata dalla ricerca di petrolio offshore è di 373 chilometri quadrati, per i quali la compagnia petrolifera corrisponderà 1.900 euro all’anno, equivalenti a poco più di 5 euro per km quadrato. “Ridicola, quasi surreale, la cifra fissata. Ad ogni buon conto, sia chiaro – aggiunge il sindaco di Manfredonia – che non c’è prezzo per il nostro mare. Resto convinto che il vero ‘oro’ è quello verde della biodiversità e quello blu del mare, preziosa risorsa ittica e turistica da proteggere a tutti i costi”.

Le ricerche dovrebbero essere eseguite con l’air gun, una delle tecnologie di prospezione geofisica più diffuse. La tecnica utilizza un sistema di tubi per espellere sotto la superficie del mare un getto di aria compressa. Le bolle d’aria, quando implodono, generano impulsi sonori ad alta intensità e bassissima frequenza che, propagandosi attraverso l’acqua, arrivano a colpire il fondale marino. Le onde sonore, riflesse e poi rilevate da un sistema di ricezione, permettono di ricostruire un’immagine della struttura del fondale, svelando anche la presenza di sacche di gas naturale e petrolio. Da tempo, però, l’utilizzo di questa tecnica è al centro di controversie per i possibili danni che, secondo alcuni studi, è in grado di arrecare alla fauna marina, in particolare per quei mammiferi, come i cetacei, che sfruttano i suoni a bassa frequenza per la comunicazione, l’orientamento e l’individuazione delle prede.

“E’ preciso dovere delle istituzioni, ma non solo, difendere l’ecosistema e resto dell’avviso – conclude Angelo Riccardi – che ognuno debba svolgere la sua parte, in maniera pacifica ma, al tempo stesso, determinata. Decisioni così rilevanti per il benessere delle comunità non possono cascare dall’alto ed essere assunte senza la minima considerazione del volere delle popolazioni interessate. Volere che è stato già espresso e in più riprese: la nostra ricchezza non è il petrolio, ammesso che ve ne sia, ma il mare. Non faremo mai cambio con una sostanza limitata nel tempo, che inquina e che invece della vita porta la morte. Non possiamo permetterci di compromettere un tesoro che migliaia di anni hanno plasmato per noi e che vogliamo tramandare, intatto di bellezza, ai nostri figli”.

Matteo Fidanza
Ufficio Stampa – Città di Manfredonia

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