Mercoledì 21 Febbraio 2024

Referendum 4 dicembre, Manfredonia Nuova: "Un salto mortale all'indietro"

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I fautori del “Sì” si esercitano  con i loro slogan tra vecchio e giovane, cambiare e non cambiare, asserendo che il vecchio è sempre negativo ed il nuovo viceversa è positivo. Ma noi che sappiamo come certi giovani rampanti hanno ridotto la città forse un po’ di rimpianto per il vecchio ce l’abbiamo. Allo stesso modo siamo abbastanza consapevoli che non basti cambiare, giacché si può cambiare in meglio, ma qualche cambiamento può anche essere un salto mortale all’indietro, come ci dimostra un’attenta lettura della nuova legge elettorale, combinata con la Riforma costituzionale, che riporta l’Italia alla legge “Acerbo” del 18 novembre 1923, voluta da Benito Mussolini per assicurare al Partito Nazionale Fascista la maggioranza parlamentare, con un premio di maggioranza pari ai 2/3 dei seggi, a beneficio del partito più votato, qualora avesse superato il 25% dei voti.

Manfredonia Nuova, invece di sparare banali slogan, esprime il proprio compiacimento per i tanti costituzionalisti, che stanno girando l’Italia intera per spiegare, con pacate argomentazioni, i guasti che porterebbe questa brutta riforma voluta da Renzi, se venisse approvata.

Lo sappiamo che certi politicanti locali non amano i professori, non li hanno mai amati, perché pensano che per avere lauti guadagni dalla politica non servono i professori, né imparare un mestiere o almeno saperne fare uno. Ma noi continueremo così, fino al giorno del voto, parlando di dati e chiedendo di averne l’ascolto.

Innanzitutto, occorre dire che la Costituzione è il maggiore strumento di garanzia per tutti i cittadini, comprese le esigue minoranze. Anzi la Costituzione è nata principalmente per garantire le minoranze, che hanno poca possibilità di incidere sulle scelte politiche. La Costituzione, inoltre, è uno strumento nel quale tutti i cittadini si debbono riconoscere ed è, dunque, il massimo simbolo di unità nazionale. Perciò, avere costretto il Paese a dividersi, sulla riforma costituzionale, ed aver spaccato perfino il Partito che l’ha proposta, vuol dire che questa riforma non è buona, è solo di parte.

Poi, rileviamo il cattivo uso della lingua italiana. Ebbene, chiunque conosca a sufficienza la nostra lingua, capisce che queste modifiche rabberciate sono scritte in un pessimo italiano. E non è solo una questione di stile. I nostri padri costituenti, prima di varare la Carta Costituzionale, si consultarono con l’Accademia della Crusca, cioè l’istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana. Perché, nella interpretazione di un testo, importante come la Costituzione repubblicana, anche una virgola può cambiare il suo significato. Perciò, se passasse questa brutta riforma, il contenzioso salirebbe alle stelle e la Consulta verrebbe ripetutamente chiamata in causa, per dirimere le controversie.

E vogliamo, infine, parlare di un solo articolo, che riguarda particolarmente Manfredonia.  È l’art. 117 della Costituzione, modificato dai commi “V” e “Z” della riforma Renzi. Con essi si sancisce che : “LO STATO HA LEGISLAZIONE ESCLUSIVA NELLE SEGUENTI MATERIE:  PRODUZIONE TRASPORTO E DISTRIBUZIONE NAZIONALI DELL’ENERGIA… INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E GRANDI RETI DI TRASPORTO E DI NAVIGAZIONE D’INTERESSE NAZIONALE E RELATIVE NORME DI SICUREZZA: PORTI E AEROPORTI CIVILI, DI INTERESSE NAZIONALE E INTERNAZIONALE”.

Nell’attuale Costituzione, quelle sopra elencate sono materie di legislazione concorrente con le Regioni. Di conseguenza, con la modifica voluta da Renzi, si sancirebbe che lo Stato ha legislazione esclusiva su Energas, navi gasiere ed il nostro porto industriale, per quanto traballante, senza che si possano sollevare questioni di tutela ambientali e/o di sicurezza da parte di nessun altro potere, che non sia lo Stato.

Quindi Renzi, con ogni evidenza, sta lavorando per le multinazionali e non è  difficile pensare ch’egli abbia pronta una “bella“ autorizzazione per Energas da concedere subito dopo la vittoria del Sì.

Allora questi signorotti locali per chi lavorano? Si deduce per se stessi, giacché il loro futuro politico dipende dal loro capo e sanno che, se non gli porteranno tanti bei “Sì”, se la scordano la rielezione ed il bel Senato dell’immunità.

Ma i cittadini di Manfredonia, questa volta, non si faranno fregare. Abbiamo orgogliosamente votato “NO” al referendum su Energas e confermeremo il nostro “NO”, il 4 dicembre, contro Renzi e la mala politica, compresa quella locale.

MANFREDONIA NUOVA

 

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Commenti

  • Che fetecchia l’articolo.

    Giorgio 28/11/2016 18:33 Rispondi
  • Io No Magno#perdire

    La figlia del fotografo 28/11/2016 9:15 Rispondi
  • E’ anche peggio perchè, oltre alle materie di competenza del governo, anche quelle che restano alle regioni, passono al governo, se le ritiene necessarie di interventi di “urgenza”. E’ sempre il governo e non il parlamento a stabilire il carattere di urgenza. No al bombolone, No il 4 dicembre.

    Zuzzurellone Sipontino 27/11/2016 17:40 Rispondi
  • Non se ne può più di questo governo ha devastato una nazione!
    NO UN MILIONE DI VOLTE

    Governo scafista 27/11/2016 13:05 Rispondi
  • Renzi,possibile Dittatore,succube dell’Europa e dei Poteri forti!
    Opposizione azzerata,soldi a palate…
    Sia fatta la Volonta’ di Dio!
    vincenzo dott.

    vincenzo 27/11/2016 12:09 Rispondi
  • #NO #NO #NO #VAIACASALORENZI #HOCOMETUTTICHIAMAVANORENZI #NO #NO

    Governo illegittimo devi andare a casa 27/11/2016 11:19 Rispondi

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