Mercoledì 1 Febbraio 2023

Il futuro di Borgo Mezzanone verso l’integrazione sociale

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In queste ultime settimane, Borgo Mezzanone è salita agli onori della cronaca per le vicende legate all’aggressione di un’anziana donna, per le frequenti retate dei migranti che delinquono e non ultima “l’aggressione scritta” nei confronti di Dina Diurno, presidente della Caritas della cittadina, da anni impegnata nell’accoglienza ed inclusione dei richiedenti asilo politico. Il terzo settore (risorse informali), rappresentato dalla stessa Caritas e dalle coop e associazioni di volontariato, cooperano nella rete dei servizi socio-assistenziali insieme alle istituzioni (risorse formali) per migliorare i rapporti di convivenza ed inclusione tra gli autoctoni e i migranti, ospiti del CARA e non. I problemi sfociati ultimamente dipendono da diversi fattori: in primis il sovraffollamento (circa un migliaio di rifugiati), il ghetto adiacente il CARA è frequentato anche da migranti che delinquono, da quelli che mendicano, riversandosi nella città di Foggia distante circa 10 Km, dai minori non accompagnati che vengono sfruttati dalle organizzazioni malavitose e costretti anch’essi a mendicare. Ogni situazione precaria, concatenandosi all’altra, alimenta il malcontento e gli atteggiamenti xenofobi che sfociano poi in risse e “rabbia” verso chi, come Dina, opera per migliorare le condizioni di vita nella comunità. Occorrerebbe una maggiore presenza dello Stato nel territorio attraverso anche le forze dell’ordine, magari con un presidio stabile, che farebbe da deterrente contro eventuali azioni delinquenziali. Tra le paure e le angosce, si apre fortunatamente uno spiraglio di luce che fa intravedere un futuro meno cupo verso una rinascita della borgata, partendo dal basso ovvero dagli abitanti che devono assumere un ruolo attivo e da protagonisti nel processo decisionale delle politiche migratorie. Quindi occorrerà investire molto nella “formazione ed informazione” per avere delle forme mentis aperte al “diverso” che rappresenta l’aspetto speculare del “noi”. Solo con questa consapevolezza si potrà raggiungere nel tempo la piena integrazione sociale con la collaborazione di tutte le risorse (singolo cittadino, istituzioni ed associazioni). Il 7 giugno è stata presentata nel Chiostro della Parrocchia di Borgo Mezzanone l’iniziativa di una squadra di calcio interculturale. La “Real di Mezzanone” sarà formata da 14 ragazzi, 8 italiani e 6 di altre nazionalità, tutti di età compresa fra i 12 e i 18 anni. La formazione è allenata da un giovane ghanese. “L’iniziativa è promossa e supportata da: Parrocchia di Borgo Mezzanone, Aps Auxulium, i tre Lions Club di Foggia (Giordano, Arpi e Host), avvocati della Camera Minorile di Capitanata, Fondazione Banca del Monte Siniscalco Ceci, Due Sport, Farmacia Santa Rita e tanti privati che hanno colto con entusiasmo l’idea” come dichiarato da Maria Emilia De Martinis, presidente della Camera Minorile di Capitanata. Queste forme di socializzazione consentiranno una maggiore integrazione tra i ragazzi della borgata che condivideranno il gioco con altri coetanei di nazionalità diverse. Ciò rappresenta un percorso di crescita del capitale sociale utile alla realizzazione di una Comunità solidale e multietnica protesa al soddisfacimento del bene collettivo. La “diversità” può spaventare se non la si conosce altrimenti diventa una “ricchezza”.

Grazia Amoruso

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