Domenica 3 Marzo 2024

L’Ospedale San Camillo de Lellis di Manfredonia, il difficile momento della sanità non aiuta nessuno

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Il nuovo anno è appena cominciato, l’Ospedale “San Camillo” di Manfredonia continua a vivere lo stato di disagio, perpetuato da troppo tempo, lavorando in affanno. I reparti erogano i servizi socio-sanitari per assistere al meglio i pazienti, servendo un ampio bacino d’utenza (compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti) proveniente dal Gargano. Le leggi dello Stato (Decreto Ministeriale n. 70/2015) e quelle regionali (Del. G.R. n.161/2016 – n. 53 del 23.01.2018) hanno determinato l’elaborazione di nuovo “Riordino ospedaliero della Regione Puglia”. Il San Camillo di Manfredonia è classificato come “Ospedale di Base più complesso”, avendo delle specialità: Cardiologia (8 posti letto), Chirurgia generale (18 pl), Gastroenterologia (10 pl), Ortopedia e Traumatologia (16 pl), Psichiatria (15 pl), Medicina generale (24 pl), Lungo Degenza (14 pl), trasformatasi nel tempo in servizio ambulatoriale così come la Pediatria i cui ambienti ospiteranno il prossimo servizio di “Recupero e Riabilitazione” con 28 posti letto. Altri servizi garantiti sono: il Pronto Soccorso, l’Anestesia e quelli di supporto in rete di guardia attiva e in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Il Centro Trasfusionale di Manfredonia ha ricevuto, il rinnovo dell’accreditamento istituzionale per la gestione della qualità (a cadenza biennale) stabilita dall’apposita commissione stato-regione. Ciò è il frutto di ottime prestazioni garantire dall’esiguo personale: attualmente due medici (forse in arrivo un altro), quattro infermieri e quattro tecnici di cui uno giunto dal laboratorio di analisi. “Lo spostamento del tecnico era necessario per continuare a garantire la qualità del servizio”, come dichiarato dal dott. Gaetano Granatiero, direttore del reparto, in risposta alle rimostranze dei sindacati. Il Centro trasfusionale di Manfredonia ha migliorato la qualità e potenziato le prestazioni, registrando importanti risultati ed incrementi del 26% di donatori del midollo osseo, 9% in più di raccolta di sangue e il 50% per il plasma faresi. Grazie alle ottime prestazioni, il sangue e le varie componenti vengono donate, attraverso il Sistema SISTRA, agli altri ospedali di tutto il territorio regionale per sostenere le diverse necessità assistenziali. Ciò fa onore al nostro Ospedale e ai tanti cittadini che continuano a donare il sangue. Tante altre sono le eccellenze rappresentate nel nostro Ospedale che con abnegazione sopportano turni di lavoro pesanti, rinunciando anche alle ferie perché il personale è esiguo. Ai pochi operatori sanitari che arrivano non viene rinnovato il contratto. Quindi si continua a lavorare in affanno. All’orizzonte non si prevedono per il PO di Manfredonia nuovi concorsi o avvisi tranne l’unico bandito per la direzione della Psichiatria. I Sindacati di categoria, in quest’ultimi anni, hanno denunciato alle istituzioni e alla politica, a tutti i livelli, le storture dei Piani di rientro e le ricadute negative sui servizi assistenziali. L’80% della richiesta di cura attiene alle medie e piccole patologie. “Se s’istituissero Ospedali di base veramente funzionanti, dotati di un numero adeguato di risorse umane e attrezzature si riuscirebbe a soddisfare la richiesta di cura, dando respiro agli Ospedali di II livello ormai al collasso e diminuirebbero le lunghe liste d’attesa e la mobilità passiva (limitando i viaggi della speranza)”. Abbracciando questa proposta aumenterebbero i livelli assistenziali sia qualitativi che quantitativi. I sindacati continuano: “Attendiamo il prossimo incontro con la direzione dell’ASL di FG e il governatore Emiliano affinché ascoltino la voce degli operatori sanitari preoccupati di salvaguardare al meglio la salute dei cittadini”.

Grazia Amoruso

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Commenti

  • Chiudetelo più che guarire vi ammalate… Sciao…

    Sant'Agostino 29/01/2019 14:01 Rispondi

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