Lunedì 25 Gennaio 2021

La politica, oltre alla salute, deve tutelare anche le piccole e medie imprese

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“Peggio della torre di Babele, dove a regolare le vite di imprenditori ed operatori economici è un semaforo impazzito che interscambia, senza logici tempi di preavviso, i colori gialli e arancione senza tener conto delle gravi conseguenze. Diciamo basta a questa schizofrenia chiedendo alla politica di mettersi dalla nostra parte e tutelare le piccole-medie imprese, quelle che sono l’anima dell’economia ed occupazione nazionale”.

E’ il disperato ed arrabbiato grido di aiuto degli operatori turistico-commerciali di “Manfredonia in Rete” alla luce dell’Ordinanza n. 448 con la quale il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dispone, con decorrenza dall’8 dicembre sino al 14 dicembre 2020, di configurare come “area arancione” 20 Comuni tra i quali quello di Manfredonia. Un provvedimento, che prevede in primis la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), giunto senza preavviso e confronto nel tardo pomeriggio del 7 dicembre, a poche ore dall’ingresso della Puglia in zona gialla e soprattutto alla vigilia della festività dell’8 dicembre per la quale gli operatori, rispettando tutte le normative e disposizioni vigenti in materia anti Covid, hanno acquistato ingenti quantità di derrate alimentari, che difatti, non potendo essere interamente utilizzate, graveranno ulteriormente sui già martoriati conti economici della categoria, una delle più colpite dagli effetti della pandemia.

“In tv e sui giornali i politici fanno a gara a sostenere che tra le priorità vi è quella di tutelare l’economia , ma i fatti, così come dimostra questa ordinanza, evidenziano esattamente l’opposto – sottolineano gli operatori di Manfredonia in Rete -. Noi ce la stiamo mettendo tutta, con grandi sacrifici, a portare avanti le nostre attività. Ci siamo adeguati a nostre spese alle indicazioni ministeriali anti covid, abbiamo seguito alla lettera le disposizioni sulla chiusura della zona arancione. Ma ora basta, l’ordinanza di Emiliano è uno smacco, è un’offesa a chi con sacrificio, sulla propria pelle, si mette in gioco ogni giorno ; visto il poco tempo di preavviso, poteva entrare in vigore dal 9 dicembre, dandoci il tempo di riorganizzarci e di poter lavorare nella giornata di oggi a fronte degli importanti investimenti fatti per acquisire le derrate alimentari”.

“La politica, e quelli che dovrebbero essere i nostri rappresentanti ad ogni livello istituzionale, sono sordi e muti – concludono gli operatori di Manfredonia in Rete -. Siamo un Comune commissariato e meriteremmo maggiori attenzioni, ma sta avvenendo tutto il contrario. Siamo abbandonati alla deriva al nostro destino, senza tutele e certezze. Chiediamo alla politica un sussulto di dignità e coraggio; come noi, che ogni giorno, nonostante tutto, alziamo, o almeno vorremo farlo, le nostre saracinesche. Aiutateci ora, concretamente, fateci sentire la vostra presenza; dopo potrebbe essere troppo, troppo tardi. Di burocrazia si muore e non c’è vaccino utile a salvare le piccole medie imprese della periferia italiana. A fronte di questi sacrifici forzati quali ristori sono previsti, e quando arriveranno? Siamo pronti a tutto per far valere le nostre ragioni, i nostri diritti”.

Aderiscono a “Manfredonia in Rete”: Gal DaunOfantino, Arnold’s, Bacco Tabacco e Venere, Bar Stella, Bianca Lancia,Caffè Aulisa, Caffè Bramanthe, Calamarando, Camping Lido Salpi, Coppola Rossa, Ekologica Escursioni, Gelateria Marea, Gelateria Tommasino, In Piazzetta,Le Querce di Mamre, Lido Aurora, Lido La Sirenetta, Martin, Opificio Birraio, Osteria Boccolicchio, Panzerotto d’Oro, Porta del Sole, Regiohotel Manfredi.

Redazione M.
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