Giovedì 17 Giugno 2021

Non può essere più buio della Mezzanotte

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C’è tempo per ogni cosa. Oggi, a Manfredonia è tempo di ricercare una nuova struttura politica in grado di programmare ed organizzare la vita sociale della Città. Crediamo fermamente sia vitale che tutti i cittadini di Manfredonia debbano uscire dal torpore e dal grigiore che vi avviluppa, per non dire paura, volgendo lo sguardo e l’anima verso un rinnovato spirito di sviluppo come comunità che oggi non le appartiene. Il tema più caldo di questi giorni è l’Energas. E’ ufficiale il “No” della Regione Puglia all’Energas rispettando la scelta dei cittadini che hanno votato con il 95,5% contro l’insediamento della multinazionale del GPL sulla nostra terra, per fare impresa. E’ anche lecito che tutta la classe politica si ribelli per i recenti incarichi ad “ex” esponenti politici locali. Entrambi i temi dovrebbero essere il corollario di questioni più urgenti ed emergenziali che vive Manfredonia da troppo tempo. L’effetto combinato del Covid e del crollo dei consumi del 10,8% (pari a una perdita di circa 120 miliardi di euro rispetto al 2019) ha spinto alla chiusura oltre 390.000 imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato nel 2020 in Italia. Manfredonia rispetta il trend, scontando la mancanza di un’identità. Infatti, Manfredonia è da anni alla ricerca di un’identità di economia: turistica, industriale, portuale, agricola, artigianale, marinara. Noi siamo un po’ di tutto questo senza avere, però, una vera programmazione di sviluppo delle aree che possano dare slancio a chi vorrebbe investire in modo sano nel nostro territorio. Il pubblico: Regione-Comune, avrebbero dovuto dotare gli spazi per accogliere, sviluppare, creare, motivare, invece la “faida politica” che prima vedeva alleati i “capi famiglia”, da qualche anno ci propone lotte intestine che distraggono le macchine burocratiche dalla gestione delle vere necessità. E se prima i “clan politici” sipontini hanno operato con grande entusiasmo ed esemplare sinergia per sviluppare: contratto d’area, nuovi comparti abitativi, aree artigianali, progettazione del fronte mare, oasi lago salso, frangiflutti, piste ciclabili, stazioni ferroviarie, gestione dei nostri tributi, ecc., oggi, ognuno di questi temi è infangato in un’indolenza burocratica che per trovare il solo bandolo della matassa è impresa assai ardua. Questi sono i temi che dovrebbero occupare la totalità del tempo di chi fa politica, che per molti consiste nella sola produzione di proclami e comunicati stampa piuttosto che nell’operatività all’interno delle stanze dei palazzi di governo. I nostri politici possono e devono esporsi sui contenuti importanti che comporta dispendio di energie, piuttosto che mettere in campo l’arte del giudicare le azioni altrui. Dopo oltre 25 anni e centinaia di milioni di euro spesi dalle casse pubbliche, l’area industriale di Manfredonia è ancora senza acqua, gas, fogna, strade, luce. Emiliano e tutto il suo entourage è a conoscenza di questo disastro o fanno finta che non sia di loro competenza? E’ vergognoso. Un tema che non dovrebbe far dormire tutto il mondo politico perché è alla base del disagio sociale ed economico non solo di chi con tanto sacrificio produce lavoro, ma anche perché elimina alla base ogni interesse agli investimenti qui e costringe all’emigrazione le tante, tantissime persone che avrebbero potuto trovare un’occupazione per sviluppare un’economia viva nel golfo di Manfredonia. Una distrazione di risorse economiche fuori da ogni logica. Nessun colpevole. Tutti colpevoli. I nostri ex amministratori, tutti a piede libero, si continuano a domandare perché siamo stati Commissariati? Stessa sorte dovrebbe toccare all’incapace ed inetta politica della Regione Puglia che continua a produrre bandi per sviluppare il mercato del lavoro quando occorrerebbe lavorare su ciò che c’è e non funziona. L’Italia è il paese dell’impunità e noi cittadini dedichiamo troppo poco tempo a contrastare queste combriccole di sedicenti amministratori autoreferenziali che hanno tenuto il popolo ignorante sapendo bene che “il re è nudo”. E’ invece, vengono riciclati e consigliano, forse proprio sui metodi per creare il nulla dalla sostanza: risorse, terra ed idee. Ci sono delle priorità, delle grosse matasse burocratiche da sbrogliare in ognuno dei settori citati che invece rimangono nell’indifferenza e nel disagio sociale. Siamo una città di gran parlatori, magari anche sufficientemente arrabbiati ma non in grado di reagire in maniera costruttiva per riparare i veri sfregi perpetrati dalla noncurante politica poiché troppo concentrati ad analizzare, le “miserabili” elargizioni politiche che ci sono sempre state e sempre troveranno spazio nella macchina politico-amministrativa. E mentre il mondo ci crolla addosso esultiamo e brindiamo perchè Energas non verrà a Manfredonia non guardano la fuga di tante altre aziende che hanno pensato di investire altrove poiché nella nostra area industriale ed in città è più buio della Mezzanotte.

Raffaele di Sabato

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