Mercoledì 14 Aprile 2021

Il piano vaccinale per gli ultraottantenni a Manfredonia

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Dall’11 febbraio è stato possibile per gli ultraottantenni prenotare il vaccino anti Covid, programmato a partire dal 22 febbraio. Dopo le prime allarmanti notizie, che parlavano di solo poche vaccinazioni al giorno, con prenotazioni che arrivavano addirittura fino al mese di giugno, la direzione sanitaria dell’Ospedale San Camillo de Lellis ha reso pubblica la reale programmazione della campagna vaccinale. Innanzitutto è importante informare la popolazione che le prenotazioni fatte, anche quelle a lungo termine, restano valide; ma proprio in questi giorni, e prima che cominci la somministrazione dei vaccini, coloro che hanno prenotato riceveranno una chiamata con la comunicazione della data effettiva in cui dovranno recarsi in ospedale per essere vaccinati. Le vaccinazioni avverranno presso l’ospedale entrando dall’ingresso principale di Via Isonzo e dirigendosi verso la radiologia; ogni giorno ne verranno effettuate 96. Il servizio sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 e il sabato e la domenica, dalle ore 8:00 alle ore 14:00. Arriveranno anche medici vaccinatori che andranno ad incrementare quelli già presenti. Probabile, poi, che il centro distrettuale possa aggregarsi facendo dei turni pomeridiani, cosa che aumenterà il numero dei vaccinati. A Manfredonia ci sono circa 3700 ultraottantenni quindi, se si riesce a mantenere il ritmo previsto, in una ventina di giorni potrebbero essere tutti vaccinati. Nel momento in cui viene somministrata la prima dose i vaccinati avranno già l’appuntamento per ricevere la seconda dose, in modo che appena terminato di somministrare le prime dosi si possa cominciare a ruota a somministrare le seconde. La raccomandazione è quella di presentarsi puntualmente all’appuntamento previsto perché, come ben sappiamo dalle notizie trasmesse ogni giorno, il vaccino della Pfizer è in flaconcini da cui si ricavano sei dosi e deve essere scongelato prima di essere somministrato, poi essere utilizzato entro sei ore, e non può essere ricongelato. Quindi se non ci fosse nessuno a cui inocularlo andrebbe perso, cosa che in questo preciso momento storico non possiamo permetterci. Completati i vaccini agli ultraottantenni saranno vaccinate le persone estremamente vulnerabili, cioè affette da patologie o disabilità che comportano un rischio particolarmente elevato di sviluppare forme gravi o letali di COVID-19. A seguire le persone dai 70 ai 79 anni e la popolazione con almeno una comorbidità cronica. Contemporaneamente agli ultraottantenni, e direttamente presso gli istituti scolastici, verranno vaccinati gli insegnanti e il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità. Questa anticipazione rispetto al primo calendario vaccinale stabilito dal Ministero della sanità, è dovuta dall’arrivo del vaccino Astrazeneca, che non può essere somministrato agli 80enni, per i quali non risulta efficace, ma solo alla fascia d’età che va dai 18 ai 65 anni. L’Ospedale di Manfredonia, dunque, è attivo e pronto ad organizzare tutto perché i vaccini possano essere somministrati nella maniera più tempestiva possibile innanzitutto alla popolazione più fragile, e poi alla restante popolazione, senza altri allarmismi né paura di essere abbandonati.

Mariantonietta Di Sabato

 

Redazione R.
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