Domenica 18 Aprile 2021

‘Manfredonia Nuova’: “Piana di Macchia: cambiamo strada!”

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Le associazioni ambientaliste sono state accusate dal sindaco di Monte S. Angelo di fare disinformazione, diffondere fake-news sull’impianto di trattamento e recupero plastica, sulla mancata bonifica dell’isola 12. Così per amore della verità, dopo attento studio di documenti, sopralluoghi, informazioni donate a Manfredonia Nuova da operai ex EniChem e sindacalisti che hanno seguito anche tutta la fase della reindustrializzazione del Contratto d’Area interveniamo nel merito.

 

1) L’ISOLA 12 era sede della discarica dei rifiuti della lavorazione del caprolattame e di tutti i rifiuti speciali dello stabilimento ex EniChem (cioè tossici e nocivi) che sono stati rimossi in fretta e furia per far posto per una parte al capannone della lavorazione del vetro satinato della Sangalli vetro, mentre quella  restante confinante con l’isola 15 sarebbe destinata all’impianto della plastica. Quest’area, come si nota dalle foto N° 922 e 924 e 926, consiste in un terrapieno dove sappiamo essere stati asportati i rifiuti, mentre si è lasciato il terreno che li avvolgeva alle intemperie con la possibilità per gli inquinanti di scivolare giù in falda attraverso la roccia.

La sbandierata Certificazione di avvenuta bonifica ad opera del dott. Giovanni D’Attoli,  quale responsabile del Settore Assetto del Territorio e Ambiente, della Provincia di Foggia ci dice qualcosa che sapevamo già, ossia che è concessa  tenendo conto delle “analisi di laboratorio [..] dei campioni prelevati dal fondo e dalle pareti di scavo” [..] che la certificazione ha riguardato le “operazioni di bonifica della sola matrice suolo” e che “gli stessi interventi possono essere considerati risolutivi ai fini della  destinazione d’uso Siti ad uso Commerciale e Industriale”. Nessuna considerazione per il suolo sottostante e  la falda freatica, che non sono stati neppure caratterizzati. Che inquinanti permangono? A nostro avviso gli stessi dell’Isola 9 dove, essendo sottesa rispetto alla 12, sono finiti per liscivia. Infatti alcuni degli inquinanti presenti in quest’ultima come l’Alluminio, l’Antimonio, l’Arsenico, Ferro e Manganese, ecc. non sono giustificati dall’attività che vi si svolgeva. Come può non avere rilievo l’inquinamento della roccia e falda sottostante al fine della salute dei lavoratori? Avete provato a sentire l’odore acre che si alza nelle giornate di pioggia dal terreno in corrispondenza delle isole 12, 15, 16, 9, 13, 5?

   La verità è che si vuole continuare a perseguire lo stesso errore commesso alla fine degli anni ‘90 e i primi anni 2000 quando, per far posto in fretta e furia alle industrie del Contratto d’Area (il monumento allo spreco di denaro pubblico), fu concordata con le forze politiche locali e provinciali una bonifica di tipo industriale che, come è acclarato, non ha garantito  la salute dei lavoratori e dei cittadini del territorio che continuano nel tempo a subire l’inquinamento dell’aria, delle falde acquifere contaminate e del mare.

 

   2) l’assunto che detto impianto non sia inquinante è molto opinabile, giacché la plastica rilascia di suo sostanze nocive per la salute. Una ricerca commissionata dal governo tedesco di alcuni anni fa  prese in esame 14 tipi di plastica per l’acqua in bottiglia che risultarono tutte contaminanti e responsabili dell’insorgenza del tumore al seno per le donne e alla prostata per gli uomini.

Anche il Presidente dell’ISDE l’esimio prof. Agostino di Ciaula evidenzia che alcuni tipi di plastica rilasciano “ftalati, sostanze chimiche responsabili dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, sterilità, asma, cancro, alterazione del neurosviluppo infantile ecc.

     Ora una quantità abnorme di queste sostanze finirebbero nell’aria e in mare grazie alla lavorazione e al lavaggio della plastica di tutta la Regione Puglia, andando ad aggiungersi a quelle già presenti responsabili delle malformazioni neonatali accertate dallo Studio Sentieri del dott. Bianchi: ben il 67% in più rispetto alla media nazionale ed il 37% in più rispetto alla media regionale.  

   Nel decidere, pertanto, il destino futuro dell’area ex Enichem compresa quella portuale non si può non tener conto che Manfredonia è uno dei siti SIN più  inquinati d’Italia e che lo  stato di salute della popolazione di Manfredonia è compromessa, così come risulta dall’ultima Indagine Epidemiologica  effettuata tra il 2015 e il 2018 da esimi professori universitari  sotto la direzione della Dott.ssa Maria Angela Vigotti del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università di Pisa e del Dott. Prof. ordinario di Statistica Medica dell’Università di Firenze  Annibale Biggeri.

   Dallo stato di salute della popolazione è emerso da parte dei ricercatori che  da perseguire con impegno gli obiettivi:

a “una valutazione sulla permanenza degli inquinanti;

  1. b) monitoraggio e verifica delle opere di bonifica;
  2. c) riqualificazione ambientale”.

   Ciò richiede anche che le istituzioni siano direttamente coinvolte e garantiscano il riconoscimento del diritto dei cittadini di Manfredonia alla TRASPARENZA e al CONTROLLO  delle OPERAZIONI DI BONIFICA, che per Manfredonia Nuova è lacunosa, incongruente e più formale che sostanziale e quello di essere ascoltati in merito all’utilizzo di quell’area per la quale occorre cambiare definitivamente strada.

 

       Prof.ssa Iolanda D’Errico   di  Manfredonia Nuova 

Redazione G.
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