Giovedì 29 Luglio 2021

Il secondo capitolo del programma di Manfredonia Nuova

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2. Trasparenza, funzionalità e contatto umano nell’impegno pubblico

“Manfredonia Nuova” è autonoma da tutti i partiti tradizionali, perché è consapevole che, in questo momento storico, i partiti abbiano spento la partecipazione dei cittadini che nel passato avveniva nelle sezioni, nei sindacati e nelle associazioni.

I partiti ormai hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni. Hanno occupato gli enti locali, di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire.

Anche a Manfredonia, ormai da più di vent’anni, senza distinzione di collocazione politica, si esercita l’occupazione del potere da parte di un gruppo ristretto di individui, che principalmente cercano di garantire il perpetrarsi dei propri interessi economici e di potere politico.

Noi, partendo da tale giudizio negativo, diciamo che dovrà essere restituito al popolo lo scettro del governo democratico della città. Il Comune deve tornare ad essere un palazzo di vetro, in cui prevalgano la trasparenza delle decisioni, il servizio ai cittadini; piuttosto che alle clientele ed agli interessi di potentati imprenditoriali, che garantiscono poi ai politici posti lautamente retribuiti e facile eleggibilità.

A tale scopo, una delle deleghe assessorili dovrà specificamente prevedere il controllo sulla trasparenza degli atti dell’Amministrazione del Comune, al fine di prevenire abusi, distrazioni di fondi e favoritismi nella gestione dei servizi comunali.

Per lo stesso motivo, sarà necessario procedere allo scioglimento ed alla riforma di tutti i Consigli di amministrazione delle partecipate comunali, che attuano uno sperpero di danaro pubblico e sono consorterie clientelari per il consenso. Forse non c’è mai stata, in nessuna parte d’Italia, una esternalizzazione di servizi come quella che si è verificata a Manfredonia, allo scopo di poter poi collocare più facilmente e senza concorso, parenti, amici e trombati politici, sfuggendo ai controlli previsti per legge. Anche le strutture comunali debbono ritornare sotto il controllo del Comune.

Noi pensiamo sia sbagliato promettere posti e favori, farlo significa creare sudditi e non cittadini, favorisce chi è servile invece di chi esercita la dignità della propria persona.

In tale processo di moralizzazione della vita pubblica, anche la macchina amministrativa dovrà essere più produttiva e premurosa verso il cittadino. Ciò si può ottenere solo valorizzando i dipendenti che dimostreranno più capacità ed impegno, a prescindere da ogni appartenenza politica, sindacale o di altro genere.

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