Giovedì 29 Luglio 2021

1 maggio: gli scenari futuri del lavoro

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Le riprese del film Bandiere e Primavere, tratto dall’omonimo libro del sindacalista manfredoniano Salvatore Castrignano, deceduto tre anni fa, fanno ben sperare in una ripartenza del mondo dello spettacolo e della cinematografia di cui abbiamo tanto bisogno per rianimare lo spirito dai disagi provocati dalla pandemia da Covid 19. Il regista sipontino Stefano Simone consolida il connubio scuola/cinema attraverso una nuova collaborazione con l’Istituto Statale Toniolo di Manfredonia. Un ruolo importante nel film sarà affidato all’alunno Alessandro Leone, sperimentando la funzione ludica e formativa del cinema. Abbiamo incontrato Fabio Castrignano, figlio dell’autore del libro, che racconta: “Il film, come il libro, avrà l’obiettivo di rappresentare una stagione d’impegno e partecipazione sociale, in un periodo come quello degli anni ’70 / ’80, che diventavano punti di partenza per il raggiungimento di migliori condizioni di lavoro e di vita, concetti che si esprimevano con tutta la loro forza in occasione delle celebrazioni del Primo Maggio organizzate da mio padre nel decennio del suo incarico di Segretario della CGIL di Manfredonia“. Ricordiamo le tante battaglie di Salvatore Castrignano, non ultime quelle per la salvaguardia dei servizi socio-assistenziali dell’Ospedale civile “San Camillo de Lellis” attraverso il progetto “Welfare&Lavoro”. Ci emozioniamo con Fabio Castrignano nel ricordare l’amato padre che impegnò la propria esistenza per la tutela dei diritti dei lavoratori, troppo spesso calpestati dalle tante riforme capestro del mercato del lavoro. Pensiamo ai tanti DPCM del neo governo che tenta di salvaguardare con i ristori/sostegni le numerose categorie di lavoratori divisi dai molteplici contratti intermittenti, a chiamata, stagionali e non. I padri fondatori del Diritto del Lavoro hanno tanto lottato per l’equità dell’orario di lavoro anche per le madri-lavoratrici, la tutela della maternità e in pochi anni le assurde riforme del lavoro hanno spazzato via la memoria di rivendicazioni e lotte. Oggi più che mai spinto dalla pandemia il lavoro ha cambiato veste, assumendo i panni dello smart working implementato nelle aziende private e nelle Istituzioni pubbliche per affrontare l’emergenza. Ora che si tenta con la massiccia campagna vaccinale di tornare alla normalità, serviranno regole eque per tutelare la dignità dei tele-lavoratori e garantire al contempo la produttività che è sensibilmente aumentata con il lavoro agile. Non bastano le linee guida, occorre una forma mentis protesa al lavoro di squadra organizzando gli obiettivi e i tempi della disconnessione. Lo studioso Jeremy Rifkin nell’Era dell’Accesso delineò, già ventuno anni fa, gli scenari futuri dell’uomo disposto a pagare per rimanere sempre connesso in rete per chattare, divertirsi, lavorare e studiare. Saremo in grado di definire una nuova “Coscienza biosferica” in cui il destino dell’homo empaticus s’intreccia a livello globale con le sorti della madre-terra, dalla cui salute dipendiamo e di cui siamo tutti responsabili.

Grazia Amoruso

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