Domenica 13 Giugno 2021

Monitoraggio, l’Rt sale leggermente (è 0,89) ma restano solo 3 Regioni in arancione. Puglia verso il giallo

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L’Italia quasi tutta in giallo, tranne la Sicilia e la Valle d’Aosta. La Sardegna è in bilico e deciderà il ministero se mantenerla arancione. Scende ancora l’incidenza, che è a 127 casi settimanali per 100mila abitanti

Due Regioni certamente in arancione, la Sicilia, la Valle d’Aosta, e una in bilico, la Sardegna, che comunque il ministero alla Salute oggi pomeriggio dovrebbe decidere di mantenere in quello scenario. Si trova nella stessa situazione che aveva la Puglia la settimana scorsa, quando appunto è stata tenuta in arancione.

Il resto d’Italia è tutto in giallo. Il monitoraggio della Cabina di regia va verso la conferma di quanto atteso e attesta il calo della circolazione del virus in Italia. C’è però un dato che sale ed è l’Rt, che come noto si basa solo sui casi sintomatici e osserva i dati di due settimane e mezzo prima. E’ dello 0,89, contro lo 0,85 di venerdì scorso e lo 0,81 di quello prima. Siccome rende ancora conto del periodo precedente alle riaperture di lunedì 26 aprile, il richio è che continui a salire nelle prossime settimane e finisca per portare qualche Regione in arancione. L’incidenza intanto continua a scendere e quella media nazionale è 127, circa la metà rispetto al limite di 250 casi settimanali per 100mila abitanti che manda direttamente in zona rossa. Solo la Provincia di Bolzano e il Molise hanno l’Rt medio sopra 1 ma l’intervallo inferiore dei due che servono a calcolarlo (quello che e viene preso in considerazione ai fini della classificazione) è sotto quella soglia. Per la prima volta da mesi nessuna Regione supera 1 in quel dato. Scompaiono dopo settimane anche le Regioni rosse.

Proprio perché osservano il numero dei casi che scende insieme ai ricoveri e l’Rt che comunque sale, le Regioni chiedono di cambiare il sistema di calcolo. “La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l’indice Rt”, dice il presidente della Conferenza delle Regione, Massimiliano Fedriga. Bisogna invece “tenere in considerazione è dell’Rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare segnale importante, e che non dà una visione distorta”. Sulla stessa posizione il suo predecessore e presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

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