Lunedì 20 Settembre 2021

Che sia la volta buona? A gennaio l’inizio dei lavori sulla SS89 Manfredonia-Foggia

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DA DECENNI la scia di sangue lungo la statale Foggia-Manfredonia non si è mai interrotta. Gli incidenti a centinaia in gran parte con morti, si sono susseguiti senza soluzione di continuità. L’ultimo in ordine di tempo qualche giorno fa. Un giovane è deceduto ed altri due sono finiti in ospedale. Disgrazie che si potevano, avrebbero dovuto essere evitate, sol che si fosse messo mano agli interventi di ristrutturazione di una carrozzabile che presenta, come la triste realtà dimostra, tutta una serie di inefficienze tecniche.

CHE QUELLA strada fosse un coacervo di insidie, lo si sapeva e da sempre sono fioccate le denunce per uno stato di cose che compromettevano la sicurezza su quel percorso. C’è di tutto: tratturi che si immettono direttamente sula carreggiata, una cava di pietre, un santuario, l’area industriale di Coppa del vento, stazioni di servizio per carburanti, attività turistiche. La storia disperata di quella triste situazione data sin dagli inizi di questo terzo millennio. Se ne è parlato anche in parlamento. E’ del 2007 una dichiarazione del ministro dell’epoca alle infrastrutture e ai trasporti Mattioli, che informava come l’Anas aveva predisposto il progetto definito per l’ammodernamento della statale 89 Garganica nel tratto Amendola-Manfredonia, del costo di circa sessanta milioni di euro ma che – ha aggiunto – non c’era copertura finanziaria. L’opera veniva pertanto differita al 2009 e al relativo bando di appalto.

UNA STORIELLA che si è ripetuta nel tempo: quando sembrava che per quell’opera fosse arrivato il momento giusto, i finanziamenti sparivano, prendevano altre vie magari più sostenute dai relativi referenti politici locali. Ora siamo al 2021: col governo Draghi pare che le cose siano cambiate. Nell’aprile scorso nell’ambito del così detto “decreto sblocca cantieri”, per il cantiere della SS89 è stato nominato Commissario straordinario il responsabile della struttura territoriale Anas di Puglia, ingegnere Vincenzo Marzi.

IL PROGETTO per un investimento di circa 68milioni di euro, prevede l’allargamento della sede stradale, il posizionamento di uno spartitraffico continuo, un nuovo ponte sul Candelaro, una variante stradale per consentire l’accesso all’abbazia di San Leonardo nonché una serie di accorgimenti finalizzati alla più razionale fruizione dell’area. I lavori dovrebbero partire agli inizi dell’anno prossimo e protrarsi per due anni. Fra le procedure propedeutiche alla realizzazione delle opere, ci sono anche quelle relative all’esproprio delle aree interessate ai lavori. A tal fine il Commissario straordinario Marzì ha emesso un avviso agli interessati all’esproprio (allegato dettagliato elenco nominativo), per le eventuali osservazioni alla esecuzione degli interventi prima dell’approvazione del progetto definitivo e dichiarazione di Pubblica utilità dell’opera.

C’E’ DA INCROCIARE le dita perché questa volta non si frappongano ostacoli alla realizzazione di un’opera tanto attesa e indispensabile ad assicurare la necessaria sicurezza della circolazione su quella strada che oltre a sostenere i traffici dal capoluogo al golfo, conduce al Gargano.

Michele Apollonio

 

 

 

 

 

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