Lunedì 20 Settembre 2021

Assalto a Palazzo San Domenico

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E sono quattro. Ma se ne aggiungeranno almeno altrettanti. Gli aspiranti al maggior scranno del governo cittadino. A Gianni Rotice lanciatosi da mesi in una campagna elettorale che le battute che iniziano a ingrossarsi svelano intrighi, misteri e ombre, si sono aggiunti Gaetano Prencipe espressione di un non definito “centrosinistra”, Maria Teresa Valente punta di diamante di un “Con” tutto da chiarire, e Giulia Fresca, l’astro nascente candidata da “Agiamo” e “Manfredonia Nuova”.

Ancora frementi dietro le quinte ci sarebbero Raffaele Fatone che dovrebbe rappresentare le “5Stelle” peraltro in continuo frazionamento; Adriano Carbone che non trovando accordi con altre formazioni, si presenterebbe in solitaria espressione di “Fratelli D’Italia”; una non ancora definita candidata riconducibile a Carlo Cinque; ci sarà anche una candidatura dell’irrequieto partito “Azione”. Ma è un conto aperto. Prima dell’ormai fatidico 7 novembre quando i gioghi saranno fatti, salvo il rinvio molto probabile al ballottaggio del 21 successivo, ci saranno rimescolamenti e concertazioni.

Ad oltre due anni dallo scioglimento per mafia dell’amministrazione comunale in carica, e a meno due mesi dalla scadenza del tempo pre elezioni, le idee paiono confuse e incerte. C’è un gran movimento sottobanco, intese susurrate e smentite, annunci vaghi e spesso cifrati riservati agli addetti ai lavori. Non ci sono, nella gran maggioranza, idee chiare e propositi definiti che vadano oltre il linguaggio consueto in una campagna elettorale ancorché complessa e delicata quale è quella di Manfredonia 2021, che in buona sostanza prospettano situazioni tutte rose e fiori. La realtà che i cittadini vivono, e sono ormai tanti anni, è ben diversa e scottante. Al limite della sopportazione.

Le parole d’ordine rivenienti anche dalla politica nazionale (quella regionale pare non faccia testo) sono “cambiamento, innovazione, rasilienza, capacità, onestà”. Ebbene con l’eccezione della nuova arrivata Giulia Fresca, quali di quei tre nominativi – va osservando la gente della strada – presentatisi alla ribalta elettorale, possono parlare di cambiamento, innovazione? Rotice il cambiamento l’ha fatto – osservano i più critici – ma nello slogan di battaglia: da “Strada facendo” è passato a “È ora DI.”, con quell’”Ora” che ricorda tanto il famigerato “Il bello viene ora”. Oltre a FI di Giandiego Gatta, si fregia del sostegno dell’UDC arrivato dopo che quel discusso partito aveva lanciato il disperato appello “Cercasi sindaco”: l’ha trovato a quali condizioni programmatiche non si sa.

Lo stesso Prencipe, grande beneficiario della politica locale, pare sia un “candidato per caso”: I patron del Pd locale, Bordo e Campo, si sono rivolti al vecchio compagno dopo aver scartato una cordata di giovani leve, accettando di presentarsi senza simbolo e colori, sotto le mentite spoglie di una “civica”. Su Valente, eterna “ombra” di Riccardi Angelo, che come maggior referenza riporta “divulgatrice di storia sipontina”, si stende un velo d’oblio. “Altro che nuovo: sono simulacri dell’oltretomba politica” stigmatizza stizzita la gente che ripercorre le rispettive carriere politiche.

Al momento, in attesa di conoscere le altre eventuali candidature, rimane sull’orizzonte Giulia Fresca carica di titoli professionali e di esperienze prestigiose senza eguali: una opzione che la gente comincia conoscere attraverso la partecipazione ai vari eventi cittadini.

 Michele Apollonio

 

 

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