Domenica 3 Marzo 2024

Istituto scolastico adotta “Carriera Alias” ed è polemica

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L’istituto scolastico comprensivo “Giordani De Sanctis” che raggruppa scuole dell’infanzia (3), scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, ha introdotto, approvando il regolamento che la istituisce, la “Carriera alias” che ha provocato una ridda di polemiche. La “Carriera alias” è «un accordo di riservatezza che s’instaura tra scuola, studente e famiglia (nel caso di studente minorenne), attraverso il quale la persona chiede di essere riconosciuta e denominata con un genere alternativo rispetto a quello assegnato alla nascita» rileva la dirigente della “Giordani De Sanctis”, Lara Vinciguerra, che pubblica il Regolamento sul sito web della Scuola. «È una proceduta di semplice applicazione – spiega – che prevede la possibilità di modificare il nome anagrafico con quello di elezione, scelto dalla persona, nel registro elettronico, nell’indirizzo di posta elettronica, negli elenchi e in tutti i documenti interni alla scuola aventi valore non ufficiale».

Anche se il Ministero dell’istruzione non ha ancora provveduto ad emanare Linee guida specifiche per l’attivazione della “Carriera alias” per studenti trans, le scuole si fanno carico di redigere appositi protocolli per «garantire benessere e sicurezza a tutte e tutti coloro che nelle scuole trascorrono il loro tempo da studenti». L’onere assegnatosi dalla scuola è quello «di offrire l’occasione – argomenta la dirigente Vinciguerra citando le norme nazionali in materia di autonomia scolastica – di scoprire che l’umanità non è “naturalmente” come viene rappresentata e organizzata, ma si manifesta in una molteplicità di sane varianze di identità che hanno tutte diritto di espressione, riconoscimento e rispetto». È sempre più inderogabile l’esigenza di un riconoscimento personale accolto ormai come uno dei bisogni umani primari.

Una posizione e una iniziativa avversata aspramente dall’associazione “Pro vita & famiglia” provinciale che bolla come «scelta ideologica e dannosissima» quella di alcune scuole «che propongono questa pratica deleteria addirittura ai bambini delle elementari». Per il portavoce di “Pro vita & e famiglia”, Jacopo Coghe, «la “carriera alias” è del tutto illegale: gli organi collegiali scolastici – sostiene – non hanno alcun potere di modificare a piacimento i dati anagrafici degli studenti sulla base di presunte identità di genere auto-percepite per di più prive di qualsiasi riscontro clinico». Il portavoce Coghe chiede pertanto l’intervento l’immediato del neo-ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara «affinché provveda a sconfessare questa delibera folle e bloccare la colonizzazione ideologica di cui bambini e ragazzi italiani sono sempre più prede delle scuole italiane».

A rinfocolare la polemica sono intervenuti i rappresentanti di Agedo nazionale e provinciale, Arcigay Foggia, Arci Viceversa, Associazione “G. Panunzio” Foggia, alcuni consiglieri comunali di Manfredonia, Osservatorio LGBTI+ di Capitanata, Pop Officine popolari Manfredonia, i quali in un corposo comunicato sostengono che «non si tratta di temi etici, bensì questioni che riguardano l’identità profonda di ciascuno di noi» e citano l’Istituto superiore di sanità che ha sancito: «L’identità di genere può o meno corrispondere al sesso biologico o alle caratteristiche sessuali primarie o secondarie».

Michele Apollonio

 

 

 

 

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