L’ex sindaco di Manfredonia, l’imprenditore Gianni Rotice è tra le persone rinviate a giudizio nell’ambito dell’inchiesta “Giù le mani”.
Il processo inizierà a maggio e vedrà come imputati oltre all’ex sindaco Rotice anche suo fratello Michele, l’ex assessore Angelo Salvemini, i fratelli Michele e Grazia Romito, Michele Fatone e il figlio Raffaele ex dipendenti Ase, Giuliana Galantino e Luigi Rotolo.
La posizione di Rotice è legata al ristorante “Guarda che Luna” di proprietà della Bar Centrale S.a.S. il cui amministratore era l’imprenditore Michele Romito. Secondo l’accusa Romito avrebbe esercitato pressioni sulla struttura amministrativa per evitare lo smontaggio del ristorante. Per l’accusa i fratelli Rotice avrebbero “ offerto” o “promesso” a “Michele Romito, che accettava l’offerta o comunque la promessa dei Rotice, che in cambio del voto elettorale del Romito, della sua famiglia, dei suoi conoscenti e dell’impegno profuso dallo stesso per promuovere e sostenere elettoralmente la vittoria di Rotice al turno di ballottaggio delle elezioni a sindaco del Comune di Manfredonia, lo stesso Rotice, qualora divenuto sindaco del Comune di Manfredonia, avrebbe consentito o comunque non avrebbe ostacolato la permanenza della struttura ‘Guarda Che Luna’ della Bar Centrale S.a.S., di cui Romito era amministratore di fatto».
