Giovedì 16 Luglio 2026

Tasso e Ritucci presentano un’interrogazione sui diritti negati a 17 ex-LSU (intervista e video)

12 0

Una delle interrogazioni che ha suscitato interesse – tra quelle in programma il 24 marzo scorso durante il consiglio comunale monotematico dedicato, appunto, alle richieste di informazioni all’Amministrazione da parte dei consiglieri – è stata quella presentata congiuntamente da Antonio Tasso (Sipontum), che ne è stato anche il relatore, e Massimiliano Ritucci (AgiAMO), che aveva come tema il ricorso presso il Giudice del Lavoro presentato da alcuni lavoratori ex LSU, con richiesta di risarcimento al Comune di Manfredonia e ASE (Azienda Servizi Ecologici) S.p.A., partecipata dell’Ente comunale, incaricata della raccolta rifiuti e igiene urbana.

Consigliere Tasso, una interrogazione che sta facendo discutere…

A dire il vero, quello che dovrebbe far discutere sono i motivi per cui diciassette lavoratori, probabilmente esasperati, sono stati indotti a adire le vie legali. Ricordo che sono fatti risalenti al periodo 2015/2019.

Facciamo una sintesi della sua interrogazione?

I lavoratori hanno citato in giudizio i due Enti indicati, chiedendo il risarcimento dei danni subìti, a seguito del riconoscimento richiesto (secondo quanto riportato nell’argomentato ricorso presentato dall’avv. Innocenza Starace) come ‘rapporto di lavoro subordinato a termine‘, l’attività lavorativa svolta con la qualifica di L.S.U.

In pratica, tutti hanno lavorato come dipendenti, non venendo riconosciuti, però, i diritti economici e previdenziali

Dalle settanta pagine dell’istanza presentata al Tribunale di Foggia in funzione di Giudice del Lavoro, emerge che l’ASE s.p.a. per lungo tempo ha contravvenuto ai propri obblighi datoriali, in quanto non forniva ai lavoratori L.S.U. in forza presso di sé, i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, utili per lo svolgimento in sicurezza delle mansioni a cui li aveva assegnati. La stessa non ha assicurato che gli L.S.U. ricevessero una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza.

Tali inadempienze sono state accertate, a seguito delle denunce degli L.S.U., mediante un’ispezione della Procura Generale nel luglio 2019, e portarono ad un procedimento penale.

Inoltre, c’è da rilevare che, in violazione della normativa nazionale ed europea riguardante l’attività di L.S.U., il Comune di Manfredonia e ASE s.p.a. hanno utilizzato i lavoratori come operai (ASE) e come impiegati (Comune).

Addirittura, ASE nei piani industriali indicava come forza lavoro anche gli LSU che, essendo sottopagati, hanno permesso un risparmio ai cittadini nel pagamento della TARI.

Un enorme lavoro di ricostruzione dei fatti…

Nell’atto di citazione sono riportati analiticamente, a mezzo dell’avv. Starace, tutti i passi promossi dai lavoratori, effettuati per ottenere i propri diritti nel tempo. Tutti documentati con atti allegati al ricorso. E questo mi ha indotto a richiedere chiarimenti e avanzare una riflessione.

Quindi, cosa suggerisce?

In realtà, dal momento che le cifre ipotizzate in questo ricorso sono notevoli (l’ass. Mansueto ha indicato circa cinque milioni di euro, ndr) e che, in passato, la resistenza in giudizio, a volte temeraria e non giustificata, ha conseguito maggiori oneri a carico dell’Amministrazione, chiedevo di riflettere bene se affrontare l’alea della sentenza o addivenire ad una transazione, che potesse soddisfare le parti.

Cosa ne pensa della risposta ricevuta dall’avv. Mansueto (assessore al contenzioso, ndr)?

Penso che, dati i tempi brevi dalla notifica del ricorso, sia stata una risposta realistica e prudente. In pratica, l’assessore riconosce la complessità della questione; ci informa che gli uffici preposti sono stati incaricati di raccogliere la documentazione utile a valutare il ricorso; assicura fermezza nell’individuare le responsabilità in fase autorizzativa; si riserva di considerare l’opportunità di ‘transazione o resistenza’ in giudizio.

In conclusione, vorrei ricordare che il punto centrale di questa interrogazione è il rispetto dei diritti dei lavoratori, che vanno considerati al di sopra di tutto il resto.

Parliamo di persone che, a seguito di tale situazione anomala, hanno perso occasioni lavorative di altro genere e che hanno famiglie a cui provvedere. La particolare accuratezza nella raccolta dati presenti nel ricorso e le argomentazioni addotte a favore degli LSU dal loro rappresentante legale, che mi appaiono fondate e degne di attenta valutazione.

Ma io non sono un legale e, quindi, attendo gli sviluppi con serenità, avendo assolto, con l’illustrazione dell’interrogazione in questione, al mio impegno istituzionale.

 

 

Articolo presente in:
Comunicati · News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 
 
 
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com