Il Manfredonia ha raggiunto l’obiettivo, la salvezza, la permanenza nella quarta serie nazionale, la serie D. Una prodezza di Antonio Caputo, una punizione dai 25 metri che ha spedito la palla nell’incrocio alto della porta avversaria, senza dare scampo al bravo portiere
ospite. L’Ugento fortemente rimaneggiato, specialmente in fase offensiva, sul suo campo, ha cercato di imbrigliare i Sipontini pressandoli in tutte le zone del campo, senza dare respiro ai “costruttori di gioco” del Manfredonia. Dopo aver provato a segnare con “la palla a terra”, mister Franco Cinque ha provato a puntare sulle palle inattive che in più circostanze sono state decisive. Angoli e punizioni spesso hanno esaltato le doti aeree dei difensori che si spostavano nell’area avversaria e le qualità balistiche di Antonio Caputo, già a rete a Gravina. È stato proprio il mister sipontino a dare la svolta alla delicatissima sfida con le sue scelte che molto spesso hanno portato punti importanti. Dopo i festeggiamenti, presso lo stadio Miramare, al rientro a Manfredonia, con la calorosa e passionale accoglienza della Gradinata Est, e dopo il ringraziamento del Presidente, Gianni Rotice, ad atleti e a tutti i componenti della “prima squadra”, c’è stato il “rompete le righe”, tutti i ragazzi hanno lasciato Manfredonia per il consueto ritorno per le ferie che loro fanno sempre a giugno. Il Presidente negli ultimi mesi ha più volte manifestato l’intenzione di disimpegnarsi e cedere le quote del Manfredonia Calcio 1932. Non lo hanno aiutato a cambiare idea l’avversione alla sua gestione della Gradinata Est che oltre agli insulti diretti alla sua persona, ha più volte scritto “Liberate il Manfredonia”. In questi due anni Gianni Rotice e la famiglia Vitulano, che lo ha assecondato, hanno mantenuto una categoria, la serie D, che molte città ci invidiano e che da sempre è stato il miglior trampolino di lancio per i promettenti talenti che la città ha sempre sfornato. Per questo si colgono con favore le voci che vogliono Gianni Rotice al suo posto con una intesa, chiara e duratura, con i ragazzi della Gradinata Est, raggiungibile tra persone che in comune hanno l’amore incondizionato e appassionato per i colori biancocelesti.
di Antonio Baldassarre
