Giovedì 16 Luglio 2026

L’incubo fogna

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Puntuale come l’estate arriva l’intoppo fogna che si riverbera sul mare del golfo adriatico. Questa volta non si è trattato di una semplice, si fa per dire, esondazione di un tombino, bensì il blocco di un tratto della condotta fognaria principale che corre lungo Viale Di Vittorio, arteria che convoglia il traffico in uscita e in entrata per la città. Che è ovviamente rimasto bloccato con tutti i disagi ormai noti aggiuntisi a quelli anche maggiori e peggiori al sistema città in un momento di particolare difficoltà metereologica. E infine, ma non ultimo, il mare.

Il sindaco La Marca ha informato di aver emesso una ordinanza con la quale ha disposto «il divieto temporaneo di balneazione nel tratto di mare compreso tra il porto turistico “Marina del Gargano” e la “Foce del fiume Candelaro”». In buona sostanza l’intera fascia del litorale interessata alle attività di balneazione in un momento cruciale per lo sviluppo della stagione estiva.

Un provvedimento dovuto che si aggiunge alla lunga serie di ordinanze simili emesse a fronte di eventi che hanno a che vedere con la balneabilità del mare sipontino. A parte gli episodi cittadini in ogni stagione. Non è dunque un episodio che interessa questa stagione 2025, ma è la replica di tanti altri episodi anche eclatanti come quello del 16 agosto 2018 allorquando dalla foce del torrente Candelaro fuoriuscì una massa di acqua e fanghiglia che costrinse gli stabilimenti balneari a chiudere. Un rammento per ricordare ancora una volta (la stampa se ne è occupata ripetutamente) che quella della spada di Damocle sulle acque di Siponto, è storia vecchia mai affrontata seriamente a tempo dovuto.

Ad essere responsabili in causa è anche il Comune di Manfredonia, ma non solo: l’Acquedotto pugliese gestore diretto della rete fognaria, la Provincia di Foggia per il Candelaro che attraversa gran parte della provincia, la Regione Puglia che ha la responsabilità della gestione e della tutela delle acque superficiali e sotterranee presenti sul suo territorio, come per l’appunto il Candelaro.

Il problema è noto come è noto che non lo si è mai affrontato seriamente e adeguatamente. Lo si deve accettare come un castigo di Dio?

Discorso operativo per l’AQP anche se troppo diluito nel tempo e affrontato con nonchalance, in ogni caso non con la dovuta preoccupazione di incorrere in intoppi anche gravi, come quest’ultimo. Il problema esploso clamorosamente nei giorni scorsi, era infatti ben noto (ce ne siamo occupati agli inizi di giugno scorso) e l’AQP aveva fatto sapere che aveva predisposto un progetto per la spesa di otto milioni di euro. Si trattava di mettere in opera un by pass di 400 metri di una nuova condotta per eliminare il vecchio tronco.

Non è dato sapere se l’intervento effettuato sia quello progettato o si è solo tamponata l’emergenza. In ogni caso rimane il problema dell’efficienza dell’intera rete fognaria cittadina che non è stata mai adeguata alla espansione della città e tanto meno manutenuta se non con gli interventi di emergenza.

L’Arpa Puglia tiene sotto costante controllo attraverso il monitoraggio dello stato delle acque che in ogni caso non destano eccessive preoccupazioni tant’è che si spera di poter ripristinare al più presto le condizioni di balneabilità del mare di Siponto. L’auspicio è quello che questo ennesimo episodio di fibrillazione estiva sia utile una volta per tutte Ad affrontare e risolvere la sicurezza della balneabilità del mare del litorale sipontino.

  Michele Apollonio

 

 

 

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