Un excursus comparato delle politiche economiche e sociali del Ventennio
Rinviando alla ricerca gli approfondimenti sui dati e sui fatti riguardanti sia il Paese sia le realtà locali, come quelli della Capitanata, Lino Zicca, esperto di organizzazione aziendale, a suo tempo impegnato in politica con il Pci, autore di accreditati libri di storia politica, economica e di costume, nel suo ultimo lavoro “Storia economica della Capitanata durante il fascismo” (giugno 2025, pp. 164), affronta la questione sempre più dibattuta, sul ruolo e sulla operatività del fascismo, in particolare nella Capitanata.
Zicca evidenzia come «il fascismo nazionale e provinciale, e lo stesso Mussolini, abbiano mancato gli obiettivi economici e sociali che si prefiggevano: attraverso la bonifica integrale, fare del Tavoliere, la seconda grande pianura d’Italia, il volano dello sviluppo agricolo del Mezzogiorno; e fare di Foggia una città moderna, efficiente e centro di servizi, capoluogo e punto di riferimento anche di zone della Basilicata, della Campania e del Molise, confinanti e integrate con l’economia del Tavoliere».
Due progetti, “Bonifica integrale del Tavoliere”, “Grande Foggia”, approvati e sostenuti dallo stesso Duce. Quella di Capitanata «fu la provincia d’Italia – ricorda Zicca citando Antonio Vitulli – in cui le due iniziative di più profondo impegno del regime fascista assunsero il significato di parola d’ordine estremamente impegnativa e qualificante e proprio in Capitanata esse ebbero il massimo banco di prova e il più eloquente sostanziale fallimento». Di quella grande annunciata rivoluzione economica non rimangono che due centri comunali e cinque borghi ormai isolati che non hanno risolto nessuno dei problemi postulati.
L’analisi economica e politica sviluppata da Lino Zicca, «è svolta – annota Francesco Severo nella prefazione – su due binari paralleli, quello nazionale e quello provinciale» con particolare attenzione e analisi su quest’ultima dimensione che ben esprime «l’insieme del Mezzogiorno, considerando l’importanza che ha avuto e tuttora ha la Capitanata nell’economia e politica meridionale».
Una analisi comparata principiata dal primo Novecento e proseguita attraverso lo studio degli scenari economici tra la Prima e Seconda guerra mondiale, i contrasti negli anni Venti tra i settori imprenditoriali, la disoccupazione, il carovita e la rottura della pace sociale; e quindi l’avvento del fascismo, la grande crisi degli anni Trenta con particolare riferimento a quella dell’agricoltura della Capitanata contrapposta all’industria e l’economia bellica del Nord, per approdare agli anni di guerra 1940-1943 con il finanziamento delle spese di guerra, la disgregazione economica, la crisi del regime e il conseguente crollo. Avvenuto il 25 luglio del 1943. Una data emblematica: nello stesso giorno ci fu l’ultimo drammatico bombardamento di Foggia, e a Roma il voto del Gran Consiglio del fascismo che segno la fine di Mussolini.
«Stessa data, un unico destino – annota Lino Zicca con particolare emozione –: la distruzione di Foggia e il crollo del regime fascista».
Michele Apollonio
