Capannoni distrutti, strutture vandalizzate, edifici in rovina: un’area che un tempo ospitava attività di ricerca pubblica è ora un simbolo di incuria e degrado, oltre che un potenziale pericolo. Non è tollerabile che un sito così importante per la storia recente del territorio venga lasciato marcire, sotto gli occhi di tutti.
La legge parla chiaro: il Decreto Legislativo 152/2006 – il cosiddetto Codice dell’Ambiente – prevede l’obbligo, per chi ha gestito o utilizzato un’area, di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi e alla bonifica delle aree dismesse. Ma qui, da anni, tutto tace.
Oggi oltre al disastro lasciato sul luogo è diventato oggetto di abbandono di ecoballe da parte di organizzazione delle ecomafie ed essendo privata non permette neanche all’amministrazione di intervenire sugli abbandoni.
A questo punto è giunto il momento che le autorità competenti – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Regione Puglia Comune di Manfredonia – si facciano carico di questa vergogna e avviino un percorso concreto di bonifica e riqualificazione. Non possiamo più permetterci di sprecare risorse ambientali e identitarie di tale valore.
Monte Aquilone merita di tornare ad essere un luogo di vita, natura e bellezza. Non un monumento al disinteresse istituzionale.
Massimo Ciuffreda





