Giovedì 16 Luglio 2026

Bilancio consolidato 2024, Ritucci e Tasso: “Numeri belli sulla carta, ma troppe ombre nei conti del Comune”

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Il Consiglio Comunale di Manfredonia ha approvato il Bilancio Consolidato 2024. I consiglieri di minoranza Massimiliano Ritucci (AgiAMO) e Antonio Tasso (Sipontum) hanno votato contro, denunciando un quadro che, dietro numeri apparentemente positivi, nasconde zone d’ombra, contraddizioni e carenze di trasparenza. In sostanza, parlano di un vero e proprio maquillage contabile.

I due consiglieri hanno motivato il loro “no” con osservazioni puntuali, fondate anche sulla relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, che contiene richiami e rilievi precisi.

A partire dalla mancata chiarezza sui criteri di valutazione:

La nota integrativa non contiene informazioni esaustive sui criteri di valutazione applicati alle varie voci di bilancio”, ammoniscono i revisori.

Il Bilancio Consolidato 2024 evidenzia un utile d’esercizio superiore ai 19 milioni di euro e un patrimonio consolidato positivo di oltre 7 milioni, segnando un miglioramento rispetto al 2023.

Ma secondo Ritucci e Tasso, questo risultato non è frutto di una gestione virtuosa:

Il saldo positivo deriva, per la maggior parte, da rettifiche contabili e partite straordinarie, non da un reale rafforzamento economico del gruppo comunale. È un bilancio in attivo solo sulla carta, costruito più con operazioni contabili che con risultati concreti”.

Partecipate sotto accusa

Uno dei punti più critici riguarda le società partecipate, in particolare ASE S.p.A., che continua a gravare sul bilancio consolidato.

“È inaccettabile – spiegano – che una società interamente controllata dal Comune continui a generare perdite senza un piano di risanamento pubblico e verificabile.

La frase dei Revisori, <l’Ente deve attenersi pedissequamente al Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica>, è un richiamo forte: significa che il Comune non esercita un controllo effettivo sulle proprie partecipate. Mancano obiettivi, limiti di spesa e una governance chiara. È una gestione non governata.”

Anche le società in liquidazione, come Gestione Tributi S.p.A. e Agenzia del Turismo Scarl, restano sospese da anni, senza una chiusura definitiva nonostante le sollecitazioni perentorie dei Revisori.

“Segno di immobilismo e mancanza di direzione politica”, commentano i consiglieri.

Liquidità e debiti: un paradosso contabile

Altro elemento che suscita perplessità è la liquidità: oltre 90 milioni di euro fermi in tesoreria.

Una cifra enorme – sottolineano Ritucci e Tasso – mentre i debiti complessivi superano i 72 milioni di euro e quelli verso i fornitori continuano ad aumentare. È un paradosso: il Comune tiene i soldi in banca mentre le imprese attendono i pagamenti e la città ha bisogno di opere, manutenzioni e servizi. Questa non è prudenza, è immobilismo amministrativo.”

Lavori in corso solo sulla carta?

Nei conti figurano 36 milioni di euro di “lavori in corso e acconti”, ma secondo i due consiglieri “molti cantieri risultano ancora fermi o non collaudati”.

“Se i lavori non avanzano – affermano – quei 36 milioni restano solo numeri su un foglio, non opere reali. I cittadini non hanno bisogno di bilanci gonfiati, ma di risultati visibili: scuole finite, strade sistemate, impianti funzionanti.”

Fondi rischi per 37 milioni: mancano spiegazioni

La relazione al Bilancio evidenzia fondi per rischi e oneri per quasi 37 milioni di euro, genericamente classificati come “altri fondi”.

“Vorremmo sapere – insistono i consiglieri – se questi fondi servono per contenziosi, debiti potenziali o se si tratta di accantonamenti generici. Se ci sono cause in corso, è giusto comunicarlo. Se invece sono fondi di riserva non motivati, significa che ci sono risorse bloccate che potrebbero essere utilizzate per servizi e investimenti immediati.”

Conti non riconciliati e bilancio poco trasparente

“Il Bilancio Consolidato di un Comune serve, soprattutto, a verificare se vi è armonizzazione tra i conti dell’ente capogruppo (il Comune) e quelli delle partecipate – precisano Ritucci e Tasso – Nel nostro caso, questo non accade: da anni le somme in entrata e in uscita del primo non coincidono con quelle delle seconde, e non comprendiamo perché non si intervenga per riallineare questi conti, nonostante i continui ammonimenti dei Revisori. Parliamo di oltre 1,4 milioni di euro di differenze, a cui si aggiungono altre difformità contabili rilevate dallo stesso organo di revisione. Non è un dettaglio tecnico, ma un segnale di mancanza di controllo e coordinamento. Per questo non comprendiamo il parere ‘favorevole’ espresso dal nuovo collegio revisorio.”

Aumento dei servizi acquistati da terzi:

“Significa che il Comune o le partecipate affidano di più all’esterno (appalti, consulenze, gestione di servizi) – argomentano i rappresentanti di minoranza – Va verificato se ciò è efficiente o se si rischia di spendere di più per fare le stesse cose e quante delle attività ‘ordinarie’, che dovrebbero essere svolte dagli ‘Uffici’, vengono esternalizzati”.

“Non atti di fede, ma valutazioni responsabili”

Nel loro intervento in Aula, i due consiglieri hanno chiarito anche il significato politico del loro voto contrario:

“Noi non siamo tenuti ad atti di fede, ma a valutazioni responsabili. Perciò, alla luce di quanto dichiarato in Consiglio e in attesa di capire a che punto siano alcune controversie ancora aperte – come quella, tuttora nebulosa, tra Gestione Tributi e C&C – il nostro voto non poteva che essere, convintamente, contrario.”

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