Manfredonianews dedica questa pagina ad una persona speciale che purtroppo si è spenta qualche giorno fa. La redazione anche attraverso i canali Social ha ricevuto numerose testimonianze di affetto verso Umberto in arte Robin. Vogliamo rivolgerci a lui come se fosse tra noi perché Umberto Leone sarà sempre nei cuori di chi l’ha amato, incontrato e sostenuto. Ha partecipato attivamente al gruppo SCAMU: gli “eroi che custodiscono i sogni” sopratutto dei più piccini in difficoltà. Manfredonia nei vari contesti sociali ha incontrato il gruppo Scamu con i loro costumi da super eroi che con la loro coinvolgente allegria spazza via la tristezza. In particolare quel dolore che Umberto riconosceva bene negli occhi dei piccoli pazienti del reparto di Pediatria oncologica dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza in cui Scamu è di casa. I sanitari lo ricordano così: “Sei stato un paziente come pochi, nessuno di noi usciva da quella stanza senza versare una lacrima, troppe volte sono crollata! Sai dicono che con il tempo ti abitui, bugia non ti abitui mai, sopratutto se poi di fronte abbiamo pazienti come te. Umbè abbiamo sperato tutti fino all’ultimo ma non c’è stato verso. Questa volta ha vinto lui (il male). Continua “… tienimi la mano ho paura. Non volevi andartene, hai combattuto fino alla fine e oltre. Umbè ora dai tanta forza e coraggio alla tua famiglia, parenti rispettosi, silenziosi ed educati. Ad Annarita, mamma instancabile, a papà Matteo che passava giornate dietro quella porta insieme alla tua fidanzata e alla tua sorellina che ha perso un fratellone come te!!! Per molti eri Robin per noi sei sempre stato Umberto, fai buon viaggio tesoro bello e ora ritorna a sorridere”.
Ci uniamo ai commiati dei volontari del gruppo Scamu, ricordandolo come “messaggero di Luce e speranza”. Umberto ha combattuto la malattia con fermezza e con lo stesso coraggio che infondeva con l’angelico sorriso ai “piccoli lottatori”. Umberto di appena 22 anni, militare dell’esercito italiano, con il suo esempio di vita, rappresenta quel “mito” che gli adolescenti cercano di emulare nei meandri della Rete e dei Social Network. Lui è il mito/eroe buono: “Ci insegna che la vera forza non sta nei muscoli o nelle armi ma nella capacità di donarsi fino all’ultimo respiro”. Accogliamo la richiesta di un nostro lettore che chiede all’Amministrazione comunale “di poter dedicare un luogo, una targa, un segno visibile al ricordo di questo ragazzo speciale. Non per retorica ma per riconoscenza. Non sono solo i personaggi importanti, storici, statisti ecc meritevoli di una dedica o di un riconoscimento pubblico ma anche gli eroi silenziosi che non cercano applausi. Il valore di una comunità non sta solo in ciò che costruisce ma anche nella memoria che sceglie di custodire”.
Grazia Amoruso
