Sabato 5 Dicembre 2020

Altri tasselli si aggiungono alla protesta del Territorio contro gli impianti eolici offshore nel Golfo di Manfredonia e nel Mare del Gargano

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Si è svolta in data 25/01/2014, indetta dalla A.S.BA (Associazione Stabilimenti Balneari) di Margherita di Savoia, la conferenza stampa sull’eolico offshore nel Golfo di Manfredonia cui hanno partecipato oltre all’Associazione Balneari Italia e il Sindacato Italiano Balneari di Margherita di Savoia, il Vice Sindaco del Comune di Margherita di Savoia, il Coordinamento delle Associazioni di Capitanata e BAT per la Tutela del Mare del Golfo di Manfredonia e del Gargano (che raggruppa 56 associazioni nazionali, tra cui Italia Nostra-LIPU-FAI, ALTURA, L.N.I e locali oltre che numerose attività produttive territoriali dell’indotto della pesca) e l’associazione Legambiente.

Dopo un breve ma incisivo no all’installazione degli impianti eolici offshore nel Golfo di Manfredonia ribadito da parte della Presidente dell’A.S.BA sig.ra Frontino, l’avv. Capacchione, Presidente SIB della Regione Puglia, nell’introdurre i lavori, confessa la sua difficoltà a comprendere come il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare, ignorando i pareri contrari
espressi dalla Regione Puglia, dai comuni interessati e dalla maggior parte dei componenti la commissione VIA, abbia potuto rilasciare un parere favorevole alla Valutazione di Impatto Ambientale sui due impianti eolici da installare nel Golfo proposti dalle società Trevy Energy e WPD Gargano Sud. Dagli interventi che via via si sono susseguiti, quello del Vice Sindaco, avv. Angela Cristiano che ribadisce il parere contrario all’installazione degli impianti da parte dell’intero Consiglio Comunale di Margherita di Savoia, del dott. Sammarco in rappresentanza del Coordinamento delle Associazioni per la Tutela del Mare che sintetizza le ragioni del no all’eolico, dell’arch. Guerra del consiglio nazionale di Italia Nostra a cui preoccupa la manomissione delle bellezze ambientali, paesaggistiche oltre che storiche del golfo, testimoniate, quest’ultime, dalla esistenza dei due dirimpettai siti UNESCO, Monte Sant’Angelo e Castel del Monte, del prof. Simone e dell’ing. Starace, in rappresentanza del Centro Cultura del Mare A.P.S., che rappresentano le loro preoccupazioni sulla possibile distruzione della flora e fauna marina presente nel golfo, del prof. Valentino Piccolo del Comitato per ” la Tutela del Mare del Gargano”, di giornalisti, di pescatori, operatori balneari e semplici cittadini, è emerso come la società civile, in tutte le sue componenti produttive, politiche, sindacali, associative culturali è, di fatto, contro la installazione di impianti eolici nel Golfo di Manfredonia e nel mare del Gargano.
Il successivo intervento del dott. Zanchini, vicepresidente nazionale e responsabile del settore energia di Legambiente, e del presidente regionale di Legambiente, dott. Tarantini, nel ribaltare alcune comuni convinzioni, per la verità influenzate da alcune interviste rilasciate dal dott. Zanchini a quotidiani d’informazione e da quel parere favorevole “condizionato” espresso da Legambiente nella commissione regionale VIA a suo tempo convocata per l’impianto eolico offshore Trevy, sottolinea come anche Legambiente sia contraria alle realizzazione dei due impianti eolici offshore nel Golfo di Manfredonia. Occorre, afferma Zanchini, una programmazione seria delle fonti rinnovabili che individui regole e tempi certi sulla loro localizzazione e realizzazione, solo così si può evitare, di fatto, il “Far West” di installazioni di impianti eolici e fotovoltaici in atto in Italia.
La notizia poi della avvenuta stesura, di un documento sottoscritto dai nove sindaci territorialmente interessati dalle installazioni eoliche in cui ribadiscono, con forza, la incompatibilità delle installazioni eoliche nel mare del Golfo di Manfredonia e del Gargano e chiedono al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali l’apertura, nel più breve tempo possibile e comunque prima della approvazione sulle predette istanze, di un tavolo di confronto con i rappresentanti delle comunità interessate dagli impianti eolici offshore e con i portatori di interesse del Territorio, fa ben sperare in una soluzione positiva della vertenza eolico nel Golfo di Manfredonia.
L’impressione che si percepisce, da parte di questo coordinamento, è che la nostra azione di protesta abbia prodotto un effetto domino che, iniziato in sordina, ha coinvolto, nel suo moto, un sempre maggiore numero di adesioni, alcune delle quali, spinte, coinvolte e influenzate, loro malgrado, dal susseguirsi degli avvenimenti, che li ha costretti a modificare, ufficialmente, le loro posizioni iniziali che vedevano il mare del Golfo di Manfredonia concesso alle mire speculative di gruppi industriali e multinazionali dell’eolico. A margine degli interventi, il Coordinamento delle Associazioni per la Tutela del Mare, nel ritenere altamente positivi i traguardi sin qui raggiunti dall’azione di lotta, ribadisce con forza come la partita, che ci vuole tutti protagonisti delle scelte da operare sul nostro Territorio, non sia ancora terminata, bisogna ora, afferma il coordinatore dott. Sammarco, puntare agli organi di Governo, far comprendere quanto le scelte sin qui fatte siano scellerate e non in linea con le vocazioni del comprensorio e in contrasto con le aspettative dei suoi abitanti.… ed è con queste convinzioni che, pur apprezzando i passi sin qui compiuti, rivolgiamo un appello alle Forze Politiche, al Presidente della Regione Puglia, ai Sindaci, a Presidente della Provincia della BAT, al Commissario Straordinario della Provincia di Foggia, al Presidente del Parco Nazionale del Gargano, ai Sindacati, alle Federazioni della Pesca, alle Associazioni Ambientaliste affinché diventino protagonisti veri e sinceri di condivise scelte territoriali.

Per il Coordinamento delle Associazioni di Capitanata e BAT

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Redazione R.
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