Giovedì 13 Giugno 2024

Cultura+turismo = crescita e sviluppo

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Dopo i lavori di bonifica, con l’espianto delle numerose piante esistenti e il loro riposizionamento in altro luogo idoneo, il 13 maggio scorso sono iniziati i lavori per il recupero dell’intero fossato del castello svevo angioino, attingendo ai finanziamenti previsti dal Fondo Europeo di Sviluppo POIn (Programma Operativo Interregionale) – “Attrattori culturali, naturali e turismo”. Ad aggiudicarsi i lavori l’Impresa Giuseppe Di Corato di Barletta e la Tecnocalor srl di Manfredonia per un importo netto complessivo di € 457.627,50, oltre agli oneri per la sicurezza (22.000,00 €) e 21.392,56 euro per la progettazione. Responsabile unico del procedimento, l’arch. Franco Sammarco. “Qualificanti gli interventi – ha precisato il prof. Antonio Angelillis, assessore alle attività produttive e strenuo fautore di questo ambizioso progetto.”In primis – ha proseguito – come indicato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, si procederà al consolidamento del fossato, non con l’utilizzo del calcestruzzo, bensì con tecniche conservative che prevedono intanto la pulizia dei muri e l’utilizzo di materiali e tecniche esistenti. La Torre dell'AvanzataIl parapetto che circonda il fossato sarà ripristinato utilizzando quello esistente al fine di favorire i cittadini la fruizione visiva del castello. L’accesso al fossato sarà assicurato da strutture in acciaio per il superamento delle barriere architettoniche. L’illuminazione sarà caratterizzata da lampade speciali che consentiranno la piena visibilità dell’intero perimetro”. Opportuno sarebbe l’eliminazione del cipresso situato a ridosso della torre dell’Avanzata, così come le palme. Anche l’interno del castello sarà reso più fruibile con la sistemazione dei vari accessi al complesso museale. Non ultima la riqualificazione della villa comunale con la sistemazione della fontana e l’eliminazione di alcuni alberi, in particolare il grande pino a ridosso della maestosa quercia, che non consente a quest’ultima di espandersi ulteriormente. Questi in linea di massima gli interventi. “Ma il recupero dei beni culturali finalizzati alla loro valorizzazione che potrebbero dare una poderosa sterzata al turismo – ha sottolineato ancora Angelillis – non si limitano solo al castello. Superati gli ostacoli burocratici, sono già stati cantierizzati i lavori di restauro degli Ipogei Capparelli, con la sistemazione delle caverne che, opportunamente illuminate, saranno visitabili”. Nel suddetto programma sono compresi lavori di recupero e fruizione anche delle Grotte “Occhiopinto” e “Scaloria”, con interventi strutturali che prevedono la sistemazione dei vari camminamenti con la valorizzazione dell’intero percorso fino al laghetto. Tale percorso, illuminato, potrà essere osservato dall’esterno attraverso particolari spie. Anche i Villaggi trincerati di “Coppa Navigata” saranno restituiti al loro vecchio splendore e resi fruibili agli studiosi e turisti. Superati gli ostacoli per l’acquisizione bonaria dell’intero sito anch’essi saranno opportunamente valorizzati. Un programma di tutto rispetto che, se efficacemente realizzato e valorizzato, potrebbe dare una poderosa boccata d’ossigeno alla nostra economia. La civiltà di un popolo si misura dalla forza che esso riesce ad imprimere nel conservare e tramandare ai posteri la storia, l’arte, la cultura e le tradizioni del proprio territorio, patrimonio preziosissimo ereditato dai propri avi. E dunque a questi principi che la politica con l’ausilio delle forze vive del territorio devono ispirarsi perché si possa tradurre in realtà il principio che “cultura+turismo=crescita e sviluppo”.

Matteo di Sabato

 

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