Venerdì 19 Luglio 2024

ACIM "Associazione Comparto Industriale Manfredonia"

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sostenere e sviluppare le aziende compatibili con il nostro territorio

Lo scorso 20 dicembre 2009, sette anni fa, nasceva il primo comitato di Sviluppo d’Area degli insediamenti industriali produttivi di Manfredonia. Il fortissimo ritardo dei servizi primari che un’area industriale dovrebbe garantire ancor prima della sua nascita, è stata la “causa” della nascita di questo gruppo di imprenditori: l’acqua, la fogna, le reti telefoniche ed internet, la sicurezza, la segnaletica e tutto ciò che è alla base per lo sviluppo di un’area industriale. All’epoca, delle 45 aziende presenti nell’area industriale sita sulla strada per Foggia, ben 34 diedero la loro adesione. L’iniziativa ci vedeva personalmente coinvolti e a dire il vero fu la ragione per cui venne alla luce questa testata giornalistica. Si voleva dar voce alle necessità di un territorio devastato da un insediamento industriale imposto dall’Eni negli anni ’70 e contestare una politica approssimativa ed affarista che gestì la re-industrializzazione sipontina. Due aree industriali, quella dell’ex Enichem e quella sita sulla SS 89, venute alla luce con scarsissima progettazione e programmazione (politica). Il progetto del comitato di imprese si arenò nel marzo del 2010 a causa dell’imminente rinnovo della carica a Sindaco. Non si voleva strumentalizzare il progetto di aggregazione. Quello stop temporaneo arenò definitivamente il progetto. Il Contratto d’area, un vero fallimento di quella classe politica, ancora oggi ai vertici della vita politica regionale e nazionale, elargì un fiume di denaro alla nostra “fortunata” terra, per produrre lavoro, per risanare un disastro industriale. Le conseguenze furono che troppi pseudo-imprenditori godettero della leggerezza burocratica che dava loro l’opportunità di investire con soldi altrui, “della collettività”, mentre gli imprenditori che volevano fare sul serio vennero premiati con una severa burocrazia che non gli ha reso la vita facile. Chiaramente esistono le eccezioni a tale dilagante fenomeno. La conseguenza fu che i furbetti incassarono le prime rate dei finanziamenti e poi abbandonarono i lavori in corso, altri, finiti i sovvenzionamenti non riuscirono a bilanciare i costi con i ricavi e quindi fecero le valigie. Oggi, le aree industriali sono popolate prevalentemente da piccole imprese locali che poco o nulla hanno avuto dallo Stato a fondo perduto. In modo particolare nell’area industriale sulla SS 89 per Foggia, in cui c’è il maggior assembramento di imprese, vista l’assenza ingiustificata della nostra Amministrazione politica, occorreva riunire le forze imprenditoriali private per sollecitare a voce univoca il completamento di quei servizi di urbanizzazione ancora incompleti. Nacque così, l’11 dicembre 2014 l’Associazione Comparto Industriale Manfredonia, “ACIM”. Un gruppo di imprese, 14 per la precisione, che si proponevano come obiettivo principale quello di concentrare in una, la voce delle tante aziende presenti nell’area industriale PIP-DI/46 di Manfredonia. Anche questo secondo tentativo porta pochi frutti. Lo scorso 13 ottobre si cerca di dare un nuovo impulso a questa associazione di imprese. Roberto Gelsomino, chiamato alla guida del gruppo nel 2014 lascia il posto all’Ing. Antonio Gentile, che del Contratto d’Area conosce anche i più piccoli retroscena avendo gestito la lottizzazione di tutta l’area. Il comparto industriale sito lungo la SS 89 si sviluppa su una superficie di circa 250 Ha, attualmente non tutto urbanizzato, comprendente il P.I.P. (Piano Insediamenti Produttivi), l’insula industriale D3E (ex DI46) ad esso confinante per tutta la lunghezza, alcune attività produttive limitrofe e altre esistenti nella zona industriale ex DI49. In merito allo stato dei lavori delle opere di urbanizzazione nel P.I.P. mancano alcune opere di completamento non realizzate per via del fallimento della ditta appaltatrice, quali: il tappetino bituminoso, la segnaletica stradale orizzontale e verticale, nonché quanto necessario per allacciare le reti di fogna bianca, fogna nera al futuro impianto di depurazione. Nella DI/46 occorre completare le opere non realizzate dall’impresa appaltatrice, giusto contratto stipulato nel 2008 e risolto dal Comune per inadempienze dell’impresa nel 2013. Nello specifico, occorre completare gli impianti di illuminazione stradale consistenti nella costruzione delle linee elettriche, nella fornitura e posa in opera degli apparecchi illuminanti con relativi sostegni e quadri elettrici. Occorre completare brevi tratti stradali e realizzare la segnaletica stradale orizzontale e verticale. La viabilità sia del PIP che della DI/46 è per lo più funzionante, la rete idrica industriale è parzialmente attiva nel PIP, tutte le altre reti sono da connettere alle infrastrutture territoriali a cura dell’Amministrazione Comunale, quando le condizioni lo permetteranno. L’Associazione è nata con l’obiettivo di accelerare la soluzione dei vari problemi esistenti nel comparto industriale, che non consentono una efficace gestione dei vari insediamenti produttivi e commerciali esistenti e per favorirne di nuovi per incrementare l’economia del territorio. A breve sarà convocato il Consiglio di Amministrazione dell’ACIM, per la stesura di un programma di intendimenti da concordare con gli industriali iscritti all’associazione e da inviare, poi, agli industriali non iscritti. Speriamo che questa nuova gestione dia maggiore impulso al dialogo ed agli effetti necessari alle imprese locali per produrre “nuovo” lavoro.

Raffaele di Sabato

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