Sabato 27 Aprile 2024

Maxi sequestro di reperti e armi: arresti a Cerignola e Orta Nova

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Anche una reliquia appartenuta al beato Papa Innocenzo XI, più numerosi crateri con anse decorate con testine di Medusa e ganci in bronzo di un cinturone trafugati da una tomba di un guerriero sannita tra i 350 reperti archeologici sequestrati dai miliari della guardia di finanza. I beni erano stipati in un vero e proprio museo privato di proprietà di un avvocato cerignolano arrestato insieme ad un altro collezionista agricoltore di orta nove. I due secondo le indagini erano appassionati anche di armi da fuoco antiche risalenti al periodo 1600-1800 e di armi moderne complete di munizioni.

Dovranno rispondere di detenzione illegale di armi, ricettazione e violazione della normativa per la tutela dei beni culturali. Per l’avvocato è gia avvenuta la convalida del fermo ma il Gip lo ha rimesso in libertà. L’operazione ha preso spunto da una segnalazione relativa ad un presunto traffico di armi e reperti archeologici ad opera di più soggetti operanti tra Cerignola e Foggia. Una prima serie di perquisizioni d’iniziativa posta in essere nei comuni di Orta Nova e Foggia permetteva di rinvenire e sottoporre a sequestro: sei fucili da caccia calibro 12, illegalmente detenuti, di cui tre con matricola abrasa, due trattori agricoli risultati essere di provenienza furtiva ed una cornice di una tela pittorica, risalente al 1600, sottratta diversi anni fa da una chiesa rurale di Palazzo d’Ascoli in agro di Ascoli Satriano.

Ulteriori riscontri investigativi, acquisiti nel corso delle operazioni, permettevano di estendere le perquisizioni in Cerignola presso i locali di pertinenza del noto professionista  dove i Finanzieri si sono trovati davanti ad un vero e proprio “museo” costituito da circa 350 reperti archeologici ed hanno altresì rinvenuto numerose armi da fuoco antiche, risalenti al periodo 1600-1800, ed armi moderne complete di munizioni. Nel dettaglio si segnala una pistola modello Colt calibro  25 con caricatore rifornito e pronta all’uso, ed una pistola mitragliatrice modello MAUSER C96, calibro 7,63 (famosa pistola da guerra tedesca utilizzata sia nella prima che nella seconda guerra mondiale) provvista di caricatore. I numerosi reperti archeologici sequestrati, all’esito di una preliminare analisi tecnica della locale Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, sono risultati essere costituiti da vasellame, statue votive, monili in oro, pietra e bronzo di eccezionale rarità, riferiti al periodo Dauno, Sannita e Romano, costituenti corredi funerari di tombe depredate. Tra i reperti più antichi, degni dei più prestigiosi musei, vanno citati: un tipico “vaso filtro” dipinto, diversi, eleganti e ricercati crateri con anse a volute decorate da testine di Medusa, una pregiatissima coppia di ferma trecce in lamina d’oro e un raffinato contenitore per oli profumati di pasta vitrea colorata. Trafugati in una tomba di un guerriero sannita due pregevoli ganci di bronzo che ornavano il tipico cinturone. Presenti anche i caratteristici vasi “tipo Gnathia” ricoperti di vernice nera e decorati con eleganti motivi vegetali e floreali. Tutti i reperti archeologici ritrovati (circa 350 pezzi) saranno oggetto di approfondite perizie tecniche e di catalogazione da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Foggia. Sono in corso ulteriori accertamenti per valutare l’autenticità e l’origine di una reliquia appartenuta al beato Papa Innocenzo XI (1611-1689).

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Capitanata · Cronaca · News

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