Lunedì 21 Giugno 2021

Di zucchero filato, giostre ed altre cose divertenti

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Per questo numero, come spesso mi capita di fare, avrei voluto scrivere di politica ma la situazione limbica (consiglio di declinare l’aggettivo in riferimento non al primo cerchio dantesco quanto piuttosto al noto ballo caraibico) in quel di Palazzo San Domenico mi ha spinto a qualcosa di più allegro e spensierato: la Festa patronale. Una festa che quest’anno ho amato particolarmente; e non perché vi fosse qualcosa di nuovo, anzi: a Festa Madònneè una cosa sempre uguale a se stessa nei suoi elementi principali ma, forse proprio per questo, attesa ogni anno come momento di conferma del nostro essere manfredoniani. Con lo zucchero filato che ti si attacca a qualunque età: da piccolo perché imbranato; da adulto perché con la barba; da anziano perché con la dentiera. Con le bancarelle dei dolci, dove per comprare un sacchetto di caramelle conviene aprire un mutuo in banca. Con le signore che cacciano fuori dai loro armadi improponibili abiti dai colori fuorilegge ma di moda visto il ritorno degli anni ’80. Con il “signora bella”del venditore che cerca di piazzarti il prodotto innovativo di cui hai assoluto bisogno (per la cronaca quest’anno si trattava di un “tappeto magico” che ti permette di stirare come se non ci fosse un domani la qualunque, persino tuo marito, senza la paura che ti si attacchi sotto il ferro). Con le giostre su cui ti metti consapevole di perdere la decenza, perché si sa che a qualunque età un giro sulle macchine da scontro lo si fa: a rischio persino di incrinarsi delle costole o perdere la milza. Con la “pesca miracolosa dove si vince sempre” (che siano oggetti più inutili del calendario dell’anno scorso è un altro paio di maniche); con i fucili, dove ci si crede tutti un po’ texani e parenti di Chuck Norris; con la corsa dei cammelli, dove per ottenere un pupazzetto vero-finto cinese dal valore di 5€ ti fai prendere da una foga che neanche Pupo ad un tavolo del Casinò. Con i panini sui cui ingredienti è meglio non indagare altrimenti il fegato va a costituirsi dalla Polizia. Con la processione, dove un stuolo di persone, che potrebbero competere con Abebe Bikila per tenacia e dedizione, seguono con fede il quadro della Vergine. Con la cera delle loro candele che rischia di farti scivolare come Carolina Kostner quando era sovrappensiero per le sorti del suo Alex Schwazer. Con il cantante che chiunque egli sia sempre si va a vedere, fosse anche per un istante, fosse anche per criticarlo o per dirgli “Edoa’, vabbè che sei il Re Mida dell’estate, ma a 80 anni a chi vuoi abbrazza’ più sotto i raggi del sole?”(fermo restando che metterei la firma per arrivare a 80 anni arzillo e lucido come lui!). Con i fuochi d’artificio che ovunque tu ti metta, che sia all’Acqua di Cristo o allo Sciale delle Rondinelle, saranno sempre accompagnati da un bambino che strilla peggio di un indemoniato in attesa dell’esorcista e dagli smile sparati in cielo al contrario (oddio, visti dall’Albania appaiono forse sparati nel modo giusto). Con le spiagge che dopo i fuochi si svuotano quasi del tutto fino alla prossima estate. Perché si sa da noi a settembre, facesse anche più caldo che nel Burkina Faso, a mare non si va più: dopo la Festa Madonna fé fridde.

Domenico Antonio Capone 

Articolo presente in:
News · Piazza Duomo

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