Sabato 16 Ottobre 2021

Che confusione in quest’ASE

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ASE S.p.A. è ancora al centro del dibattito pubblico e politico. Galeotto fu un post su Facebook di un consigliere comunale, del PD, che ha urlato allo scandalo circa dubbie assunzioni volute dall’ultimo dei ben 5 amministratori unici dell’azienda. Un caso di mancata trasparenza che ha richiamato l’attenzione della cittadinanza che, già per gli aumenti della TARI, aveva iniziato a manifestare preoccupazione circa la gestione della società di servizi ecologici. Laddove l’intervento dell’amministrazione di Palazzo San Domenico è arrivato tempestivamente assicurando l’annullamento di quanto fatto con conseguenti verifiche di responsabilità, la replica di Franco Barbone è arrivata con un leggero ritardo. Importante, però, che sia arrivata proprio per dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini che sostengono i costi della stessa. L’amministratore unico Barbone ha dichiarato di conoscere le criticità aziendali, mancanza di adeguato personale in primis, motivo per il quale si è rivolto presso un’agenzia interinale per le tanto criticate assunzioni. Barbone ha inoltre reso noto che i costi delle assunzioni del nuovo personale sarebbero stati supportati proprio dagli aumenti della TARI. “Il Piano Economico Finanziario”, ha esordito, “prevedeva, l‘incremento delle risorse a disposizione dell’Azienda per le spese legate al personale e avrebbe potuto garantire assunzioni sin dal mese di giugno 2018”.Ha aggiunto, inoltre, che “…data la contingenza del momento, il tempo a disposizione da qui alla fine dell’anno per il quale è assicurata la copertura, data l’immediata esigenza di fornire risposte alla cittadinanza, mi sono attivato rivolgendomi direttamente a un’agenzia interinale affinché mi fornisse 7 unità per il comune di Vieste e 12 unità per il nostro comune”, concludendo retoricamente chiedendosi perché i consiglieri non abbiano fatto nulla entro lo scorso giugno. Una polemica, dunque, probabilmente impregnata di una faida interna al sistema dove tutti si scontrano con tutti, tant’è che è intervenuta la segretaria del PD locale, Michelina Quitadamo, a precisare che il problema non sono le assunzioni, ma la mancata trasparenza e l’assenza di relativo bando pubblico richieste dalla natura della società stessa. Sulla stessa scia della questione “di metodo” i consiglieri comunali pentastellati e il capogruppo di Forza Italia Cristiano Romani, hanno espresso il loro dissenso nei confronti della vicenda. E non è tutto. Recentemente l’amministrazione comunale viestana, ha espresso la volontà di recedere da ASE proprio per la situazione debitoria del Comune di Manfredonia nei confronti della partecipata ed è addirittura arrivato il “no” di Vieste, Zapponeta e Monte Sant’Angelo alla costituzione dell’ARO. Un presagio di morte se non fosse che la politica può molto (se non tutto). È da tenere a mente che l’anno scorso ASE era in rosso per 520 mila euro e che ad oggi il Consiglio Comunale non ha ancora discusso il nuovo bilancio e dovrà farlo entro la fine del mese corrente. “Cosa ci sarà di tanto grave da non voler portare il documento contabile all’attenzione della massima assise comunale”? Si domanda una falange dell’opposizione. La palla è tra i piedi della maggioranza.

Antonio Raffaele La Forgia

 

 

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