Mercoledì 27 Gennaio 2021

Mi chiamo Aurora

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Mi chiamo Aurora, ho pochi mesi, non so ancora parlare. Mamma e papà domenica mi hanno detto che saremmo andati al mare. Che bello! Le onde, il vento, il profumo nell’aria. Noi abitiamo a San Ferdinando di Puglia e abbiamo scelto il Gargano per le nostre vacanze. Con noi in macchina c’è anche il nonno, mentre più dietro la zia  con la sua famiglia. Domenica avremmo condiviso un’allegra mattinata tutti insieme. Così non è stato. La nostra macchina si è scontrata con un’altra nella galleria tra Mattinata e Vieste. Papà Antonio si è spento subito, mentre io ho lottato un po’ di più. Anche mamma e nonno sono rimasti feriti. Zia Ilenia subito dopo l’incidente è al centro della galleria, sola, spaventata. I soccorsi arrivano, cercano di rianimarmi. Lei vede la scena, è impotente, non sa cosa fare, nè cosa dire. I medici non fanno altro che ripetere che la situazione sia grave, che papà non ce l’ha fatta e che anche io non sto molto bene. La zia ha perso suo fratello e davanti ai suoi occhi ci sono io, così piccola, che ho bisogno di aiuto. Dei passi si avvicinano verso di noi. E’ una ragazza, ascolto la sua voce lontana, affranta, ma anche coraggiosa.  “Signora, io in questo momento non posso fare altro che offrirle un mio abbraccio”- dice a zia, mentre i soccorsi si stanno prendendo cura di me. Chi è quella ragazza? Non la conosco. Però ora non è quello che conta. Zia Ilenia e la ragazza si abbracciano forte. Lei era proprio dietro di noi. Stava andando al lavoro e di solito non fa neanche le quattro gallerie. Solo una e poi il tragitto con le curve. Oggi però non è un giorno come gli altri. Forse qualcuno, il destino, ha voluto che ci incontrassimo. Ha voluto che qualcuno confortasse zia, sola in mezzo alla galleria, con una scena così brutta davanti ai suoi occhi. Zia però è forte, non caccia la ragazza, non le chiede chi sia né cosa voglia da lei. Si sa il dolore può rendere il cuore più duro, ma non è il suo caso. Ricambia l’abbraccio, anzi sembra quasi sia lei ad offrire sicurezza alla giovane, in macchina con suo fratello e degli amici. Anche loro hanno prestato aiuto. Hanno chiamato i soccorsi. L’abbraccio con zia Ilenia permette anche alla ragazza, futuro medico, di partecipare al nostro dolore, di condividerlo. E’ stato di supporto per entrambe, ad un certo punto non si capiva chi era colei che abbracciava e chi riceveva l’abbraccio, perché l’abbraccio è così, più incisivo di tante parole. Ormai anch’io sono stremata, non riesco più a lottare, anche la mia vita si ferma, ma sono felice che qualcuno abbia fatto vincere la forza dell’amore. L’amore è più potente, anche della morte. Questo zia Ilenia e la ragazza lo hanno dimostrato appieno. Io so che zia è forte e che aiuterà anche il nonno e la mamma che sono rimasti feriti. Oggi 2 agosto a San Ferdinando il Sindaco ha indetto il lutto cittadino. Ci saranno i funerali, miei e del mio papà. La mia vita sulla Terra è stata breve, avrei voluto avere altri baci dalla mamma, ma non sono sola. C’è il mio papà.

Angela la Torre

Redazione R.
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