Domenica 18 Aprile 2021

La Puglia “maculata” di Emiliano e la protesta dei ristoratori di Manfredonia

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Questa mattina Piazza del Popolo era piena, nel rispetto delle norme sul distanziamento, di commercianti e ristoratori in una pacifica protesta per il danno causato loro dall’ultimo decreto del Presidente della Regione Michele Emiliano. A seguito del DPCM del 3 dicembre e la conseguente Ordinanza del ministro Speranza del 5 dicembre, che vedevano la Puglia passare da zona arancione a zona gialla, i ristoratori avevano tirato un respiro di sollievo. Finalmente dopo più di un mese di inattività, in vista anche del ponte dell’Immacolata, hanno cominciato ad acquistare la merce necessaria e a riassumere il personale, sperando di riprendere a lavorare seppur in maniera ridotta vista la necessità dei distanziarsi. Tutti gli esercenti si sono adeguati al regolamento anticovid mettendosi in regola, subendo ispezioni, acquistando il materiale necessario, qualsiasi cosa pur di riprendere a lavorare. Sforzi sovrumani se si pensa a tutto il tempo in cui sono rimasti inattivi, che ha portato a licenziare personale e a fermarsi anche per coloro per cui l’attività di ristorazione è l’unico reddito disponibile.  A rendere la cosa ancora più grave l’ordinanza di Emiliano che ha designato Manfredonia zona arancione. La notizia, come un fulmine a ciel sereno, è arrivata a dare la scossa finale ad un settore già ampiamente danneggiato dalla crisi dilagante a causa della pandemia. Bloccare le attività solo due giorni dopo l’ordinanza di apertura e per una sola settimana non solo ha arrecato un danno enorme a chi si era preparato a riaprire, ma di certo non cambierà la situazione dei contagi. Da qui la protesta dei commercianti affinché lo Stato e la Regione si rendano conto della situazione gravissima in cui verte il settore della ristorazione, una situazione che sta alimentando ogni giorno di più tensione sociale e sfiducia nelle istituzioni che non tutelano i lavoratori più in difficoltà. Tra commercianti e ristoratori in 149 hanno sottoscritto una lettera inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, perché non permetta a chi governa la regione di “scegliere” chi può lavorare e chi invece deve restare a casa con il rischio di non poter mettere il piatto a tavola.

Mariantonietta Di Sabato

Foto e Video a cura di Lorenzo Tagliamonte

 

 

Redazione R.
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ManfredoniaNewsTV · News

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