Martedì 7 Dicembre 2021

I Padri scalabriniani lasciano la Parrocchia “Santa Maria Regina” di Siponto

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“Consegniamo al Signore il nostro tempo di presenza in questa diocesi, estesa in un territorio riflesso della sua bellezza, convinti che anche questi 55 anni sono parte di un ‘tutto’ che scorre verso l’oceano della vita eterna”. Con queste parole cariche di umana sofferenza, Padre Mauro Lazzarato, Superiore regionale della Congregazione dei Missionari di San Carlo Scalabriniani, ha annunciato l’imminente abbandono della posizione missionaria di Siponto. Lo ha fatto attraverso una lettera aperta indirizzata alla comunità parrocchiale Santa Maria Regina di Siponto e all’intera Diocesi, evidenziando l’impegno costante che in oltre mezzo secolo i padri Scalabriniani hanno profuso nei confronti della comunità parrocchiale loro affidata. La presenza sul nostro territorio nasce dalla consapevolezza di volgere un particolare sguardo ai numerosi flussi di migranti che nel tempo, cresciuti in modo esponenziale, sono giunti sul nostro territorio, in particolare nel periodo della raccolta dei pomodori. Accolti amorevolmente da Mons. Cesarano nel lontano 1966 essi si sono inseriti molto bene nella vita pastorale dell’Arcidiocesi scegliendo quale sede la borgata di Siponto dove, oltre al servizio parrocchiale, hanno fondato il seminario scalabriniano, che in tutti questi anni ha formato diverse generazioni di ragazzi. La loro opera, molto seguita, apprezzata, condivisa e fortemente sostenuta dai vescovi che si sono succeduti nel tempo: Mons. Valentino Vailati, mons. Vincenzo D’Addario, mons. Domenico D’Ambrosio, mons. Michele Castoro e mons. Padre Franco Moscone e non ultimo l’affetto, la riconoscenza e la stima della comunità parrocchiale e dell’intera Arcidiocesi, lascerà una traccia indelebile, in particolare nei cuori delle migliaia di migranti che hanno trovato nell’opera meritoria dei padri Scalabriniani la loro àncora di salvezza. Perché la partenza dei Missionari scalabriniani da Siponto? Lo abbiamo chiesto a P. Gaetano Saracino. “È giunto il momento di passare il testimone alla Chiesa locale, che nel tempo ha acquisito consapevolmente la necessità di occuparsene – dal di dentro -. È ciò che sta accadendo anche nella loro partenza da Siponto, nell’Arcidiocesi di Manfredonia, Vieste, S. Giovanni Rotondo. Dopo essere giunti in un territorio che ha espresso migliaia di migranti, nel tempo hanno posto la loro attenzione ai migranti che hanno cominciato ad abitare strutturalmente le nostre terre, coinvolgendo le forze locali e chiamando in estate numerosi giovani da tutta Italia per formarli in esperienza, accoglienza e servizio”.

di Matteo di Sabato

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