Mercoledì 27 Ottobre 2021

Lettera aperta: “Il rinnovo dell’amministrazione comunale coincida con una fase di rinascita autentica della nostra comunità”

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Egregio Direttore, è immensamente auspicabile  che il rinnovo della prossima Amministrazione Comunale coincida con una fase di rinascita autentica della nostra comunità dopo il noto trauma dello scioglimento del consesso consigliare.

È indubbio che la nuova stagione di riscossa debba investire la Città sotto i molteplici profili sia politico- economici che socio-culturali, per cui non bastano proclami o appelli propagandistici uitli solamente a  un’ottima campagna elettorale a favore di questo o quel schieramento, col relativo sostegno al sindaco designato.

L’impegno di tutte le articolazioni della società locale dovrà essere massimo e sono convinto che anche il suo quotidiano – come ormai da un decina d’anni a questa parte – non farà mancare, in futuro, il suo apporto d’informazione e di vigilanza critica contro ogni aberrante comportamento aduso a vecchie logiche di interessi ‘particolari’.

Mai come adesso però – credo – sia arrivato il momento per risalire la china ed incidere sul tessuto civile, e quindi sui vizi e le insufficienze che albergano al suo interno, attraverso un’operazione piu estesa e capillare che smobiliti quelle vitali energie (giovanili o meno) che, ancora non compromesse, possono sicuramente partecipare alla costruzione del ‘homo novus’, da molti decantato solo a parole.

Mi riferisco al fatto che un opportuno sprono a filoni di studi e ricerche sia in campo umanistico che economico-sociale, inerenti Manfredonia e il suo territorio, possano assecondare un duplice ordine di esigenze: da una parte elevando il retroterra culturale, funzionale a una compiuta educazione civica per rimuovere inveterati costumi dediti al lassismo, all’indifferenza, ai tradizionali piagnistei che poi si riverberano in atteggiamenti acquiescenti o inclini alle  peggiori piaghe del trasformismo, del clientelismo e dell’assistenzialismo (per non parlare dei puri intrecci collusivi); dall’altra parte contribuendo a sollecitare la formazione di nuove leve dirigenziali adeguate a fronteggiare le problematiche sul tappeto e facendo di Manfredonia un positivo modello di sviluppo per l’intero comprensorio.

Per questa incisiva operazione di acculturazione, emancipazione e liberazione potrebbe essere utile sia una specifica rivista locale dedita alle lettere, alla storia e alle scienze (magari online per ovviare ai noti costi tipografici), sia – in alternativa – un apposito supplemento culturale, con una propria impostazione e impaginazione, allegato al giornale che già dirigete. L’importante, credo, è che i contributi siano originali, innovativi e pervasi – se necessario – da sollecitazioni critiche basate su cognizioni di causa e forieri anche di eventuali momenti di riflessione e di dibattito.
Le sembrano iniziative pretenziose o fondate sul nobile gusto dell’erudizione? Probabilmente. Ciò però non sposta di un millimetro il nodo di una questione  oramai ineludibile per la nostra collettività, che chiama in causa lo stretto nesso tra cultura e rinnovamento civile, tra cultura ed autogoverno responsabile, tra cultura ed esercizio di controllo democratico del potere.
Al di fuori di questa consapevolezza e quindi di un necessario rimedio per farvi fronte, c’è solo spazio per la retorica o l’astrattezza. Sarà indubbiamente un processo di lunga lena, tortuoso ed irto di difficoltà, ma col tempo i frutti verranno e saranno copiosi ai fini del buongoverno cittadino.

Inserito in questa dinamica, io penso che anche il suo giornale si attesterebbe –  più di quanto già faccia adesso  – su una avanzata frontiera di progresso e di civiltà, facendo rinverdire una antica tradizione di studi locali e settoriali, una tradizione cui già un suo antenato aveva dato lustro come ‘formicone’ di Puglia.

Cordialmente.

Domenico Di Nuovo.

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