Mercoledì 27 Ottobre 2021

Le Tasse: strumento per pagare i servizi pubblici

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Se ricominciassimo a vivere la nuova vita amministrativa con una più equa distribuzione dei tributi ma soprattutto una più energica e vigile azione di controllo e repressione verso chi non adempie al proprio dovere di cittadino (potendolo fare), senza ombra di dubbio, il nostro Municipio avrebbe maggiori risorse economiche da investire nei servizi alla collettività, compreso il decoro. Un concetto apparentemente banale e ovvio, anche se nella realtà non troppo praticato. Vigilare e sanzionare chi non rispetta le regole, dovrebbe essere uno dei punti salienti dei programmi dei candidati alla prossima tornata elettorale, anche se così non è: “… se verrò eletto farò…”.  L’inciviltà ed il poco rispetto dei beni comuni, da parte di troppi soggetti educati alla stregua degli animali da cortile, rendono vani gli sforzi di chi cerca di promuovere e curare i nostri ambienti. L’inciviltà e il vandalismo sui beni pubblici, incidono sulle risorse finanziare e sulla vivibilità della nostra città. Non dimentichiamo che la più importante questione che ha portato alla spaccatura della vecchia e stagionata classe politica, che ci ha governato per un buon ventennio, è stata proprio la famigerata Gestione Tributi SpA, una società partecipata che ha dissolto nel “nulla” o quasi, una quantità di denaro difficilmente quantificabile, ed i responsabili non sono stati individuati, forse sarebbe meglio dire che non sono stati nemmeno cercati. Si è badato a risanare piuttosto che punire. Poca riscossione, solo da alcuni ed altissimi interessi per la società che lavorava male e quasi solo per se stessa. Una faccenda tristemente nota a tutti, caduta nella totale indifferenza. Oggi la gestione dei tributi non è più esterna alla sede comunale ma internalizzata. Qualche mese fa, denunciammo verbalmente, alle autorità competenti, alcune piccole evasioni sui diritti di affissione. Ci venne detto: “non possiamo mettere un vigile per ogni cittadino che non rispetta le regole…”. Il senso civico è molto poco diffuso tra la gran parte della nostra comunità, purtroppo, ed è proprio per questa ragione che occorrerà non fare più ciò che si è sempre fatto: agevolare i trasgressori, chiudere un occhio o spesso entrambi, a volte anche per non avere scomodità, spesso per favoritismo. Se non funzionerà la classe cittadina, non avremo mai una politica corretta per poter creare un equilibrio di bilancio che permetta di sostenere lo sviluppo. E’ il caso della tassa di soggiorno, introdotta dalla legislazione italiana a partire dal 2011 con la riforma del federalismo fiscale. Un’imposta chiesta al viaggiatore per ogni notte di permanenza presso i Comuni che l’hanno attivata. L’introito di questa imposta viene solitamente reinvestita per l’accoglienza, gli eventi e la manutenzione dei luoghi legati al turismo. Un meccanismo di quasi autofinanziamento che Manfredonia non ha potuto adottare poiché il pre-dissesto ha portato tutti gli introiti tributari nell’unica cassa necessaria per garantire i servizi essenziali. L’imposta di soggiorno, il cui regolamento venne approvato nel lontano dicembre 2015, entrò in vigore a metà anno del 2018. Nel 2019 produsse quasi 100 mila euro, un po’ meno della metà l’anno successivo, nel 2020 e quasi la stessa somma quest’anno. Risorse incamerate ma non necessariamente impiegate, dal nostro comune, per fare e dare servizi al turismo. Il futuro della nostra città è nelle mani di ognuno di noi che assieme alla politica dovrà creare un nuovo e rinnovato rapporto di vigilanza e fiducia.

di Raffaele di Sabato

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