Sabato 2 Marzo 2024

L’ex sindaco Riccardi sull’agguato al Luna Park: “Nella terra di nessuno, se non abbiamo coraggio non c’è speranza e non c’è futuro”

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Nella terra di nessuno si consuma l’ennesimo episodio criminale. Una serata di divertimento presso il luna park di Manfredonia si è trasformata in un incubo per centinaia di persone in preda al panico messe in fuga da una sparatoria. Per chi ha figli adolescenti, in un attimo una tranquilla serata di fine agosto si è trasformata in un incubo.
Questo episodio ha colpito tutti noi, ma in particolare i ragazzi di Manfredonia, che raccolgono smarrimento, preoccupazione, paura ed incertezze per il proprio futuro.
Decenni di totale abbandono dello Stato ci relegano come ultima provincia per qualità della vita. Lo Stato ormai non è più credibile ed utilizza i mezzi della propaganda, invece che quelli della riposta chiara e puntuale; non è credibile anche quando utilizza centinaia di uomini per operazioni di marketing e poi non destina uomini a sufficienza per le forze dell’ordine impegnate sul territorio. Non servono i posti di blocco con macchine e uomini, per controllare gli automobilisti di passaggio, se poi la città è piena di attività illecite che si consumano ogni santo giorno. Se non si comprende che bisogna partire dalle piccole cose e dal rispetto delle regole, ogni tentativo di inversione di rotta sarà inutile.
Non è possibile assistere in questa provincia alla designazione di uomini ai vertici della Prefettura semplicemente per una propria carriera personale o, peggio ancora, mandati per concludere l’ultimo periodo di lavoro prima del pensionamento. Non solo lo Stato è assente, ma così facendo diventa anche irrispettoso.
Negli ultimi anni solo alcuni magistrati impegnati in prima linea hanno dato chiara l’idea della lotta alla mafia ed al suo potere criminale, con attività di indagine rilevanti e con condanne esemplari. Ecco, questa è la strada giusta. Un magistrato dimostra che il suo lavoro è utile quando incide con forza nel sistema malavitoso ottenendo dalle condanne la certificazione dell’ottimo lavoro svolto. Il resto, a partire dalle roboanti conferenze stampa, sono chiacchiere morte, ed a nulla servono le precisazioni che fino a prova contraria gli interessati sono innocenti: tutti sappiamo che i malcapitati saranno condannati dai mezzi di informazione ancora prima di essere giudicati.
Anche in questo caso lo Stato è latitante: servono più magistrati e sedi idonee. Non servono cose speciali o uomini speciali, servono uomini che credono nel proprio lavoro e che si dedicano a farlo senza secondi fini. Abbiamo assistito troppe volte anche in maniera disgustosa al passaggio di posizioni di potere che dovrebbero far riflettere. Uomini al servizio dello Stato che si servono della classe politica per il proprio carrierismo e persino nominati in parlamento, con i risultati che tutti conosciamo.
A Manfredonia, con l’arrivo dei commissari straordinari inviati dal Governo, il tempo si è fermato per tutti, tranne per chi ha inteso continuare nelle sue attività illecite. L’abusivismo commerciale è dilagante, l’abusivismo edilizio anche, la città è sostanzialmente presidiata da pochi uomini delle forze dell’ordine stabilmente destinati al controllo del territorio, la Polizia Locale nonostante sia ridotta all’osso, svolge una miriade di attività amministrative e di controllo, spesso anche di competenza di altre istituzioni dello Stato.
Si continua a perseguitare i soliti noti, mentre ci sono abusi che nascono e crescono sotto gli occhi di tutti creando malumore ed è ormai diffusa l’idea che tanto non serve a nulla denunciare, poiché le cose andranno sempre peggio e i potenti, i ricchi e i prepotenti avranno sempre la meglio.
Cancellata un’intera classe politica, chi è chiamato a governare la città non coglie la necessità di un confronto paritario con le forze sane della città. Si vive nella continua idea della campagna elettorale perenne, ed invece di valorizzare le risorse migliori si punta a circondarsi di figure che hanno già dimostrato ampiamente il loro valore, o peggio non hanno alcuna qualità da poter mettere al servizio della città. Sostanzialmente ci si avvita in una continua competizione con l’opposizione dando la percezione chiara di non essere inclini alla critica ed al confronto e ad immaginare invece un contesto di soli servitori sciocchi del potere, con i social che si trasformano in una fogna della discussione, fatta di tifoserie contrapposte a difendere le proprie posizioni.
In questo contesto non ci possiamo lamentare se i giovani cercano altrove il loro futuro, non possiamo pensare di cambiare le cose stando perennemente alla finestra o peggio dando lezioni sui social a chi prova a farlo. In un contesto così difficile, bisogna scegliere da che parte stare, con coraggio.
Angelo Riccardi
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Comunicati · News

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