Venerdì 3 Febbraio 2023

MOLO 21. Aumento Tari: sotto l’albero un altro regalo per alcune attività commerciali

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In merito agli aumenti spropositati della Tari che hanno interessato alcune attività commerciali della nostra città (bar, ristoranti, gelaterie, fiorai ecc), il Sindaco Rotice, con un video postato sui social in data 14 ottobre u.s, aveva promesso che dette attività non avrebbero dovuto pagare la quarta rata, così da compensare gli aumenti subiti.

Inizialmente, avevo appreso con favore questa notizia, sennonché, con un comunicato successivo, l’Assessora Lauriola dichiarava, contrariamente a quanto promesso dal Sindaco, che la quarta rata doveva essere prima pagata e solo dopo rimborsata.

La genericità del suddetto comunicato, l’approssimazione mostrata dall’Assessora al bilancio in Consiglio Comunale e l’assenza di atti ufficiali, mi inducevano a intervenire pubblicamente con un comunicato del 10 novembre u.s. con cui chiedevo chiarezza in merito ai seguenti interrogativi:

– se la quarta rata della Tari si sarebbe dovuta pagare o meno;

– in caso affermativo, chiedevo di chiarire sia il termine entro cui le attività avrebbero potuto chiedere il rimborso e sia il termine entro cui l’Amministrazione avrebbe provveduto al rimborso;

– infine, chiedevo di chiarire se il rimborso sarebbe stato integrale oppure parziale.

Ebbene, come così è abitudine dire, tutti i nodi vengono al pettine.

Infatti, con delibera di giunta comunale n. 210 del 23.11.2022, peraltro di dubbia interpretazione, è stato previsto un contributo economico in favore delle attività commerciali che hanno subito gli aumenti vertiginosi della Tari, subordinato, tuttavia, ad una condizione assurda: essere in regola con i pagamenti della Tari e Cup dall’anno 2016 all’anno 2022″.

Dunque, da non pagare la quarta rata della Tari (come promesso dal Sindaco), le attività commerciali sopra specificate per beneficiare del contributo “energetico” sono costrette a sanare la morosità pregressa (in larga parte maturata durante il covid-19) ovvero accedere a un piano di pagamento dilazionato, condizionato, secondo il regolamento vigente, al pagamento della somma pari al 15 % del debito complessivo maturato.

In altri termini, l’Amministrazione comunale con una mano dà (poco) ma con l’altra toglie, peraltro in misura maggiore rispetto a quanto si propone di dare. Insomma, un altro pasticcio da parte di questa Amministrazione che, puntualmente, si dimostra priva delle capacità risolutive necessarie.

Le attività commerciali innanzi citate, già martoriate, prima per effetto della crisi pandemia, e oggi dalla crisi energetica, meritavano ben altro, specie in questo caso, atteso che risultano essere vessate da aumenti della Tari enormi imputabili esclusivamente alla negligenza e alla incapacità di questa Amministrazione.

Caro Sindaco, concludo, dicendo che le bugie hanno le gambe corte e che le suddette attività commerciali non meritavano questo ulteriore “regalo” sotto l’albero di Natale.

Avv. Giovanni Mansueto, coordinatore di Molo 21.

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