Martedì 23 Aprile 2024

Agenzia della casa: ma si poteva fare meglio?

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Il problema casa è tra i quelli più sentiti dai manfredoniani, troppo spesso strumentalizzato. La realtà è che, al tirar delle somme, di concreto, l’assicurare una casa agli aventi diritto a vario titolo, è diventata una chimera. Sono note, anche perché rimbalzate sulle tv nazionali, alcune vicende che hanno messo in luce aspetti scabrosi del problema. Ora arriva l’Agenzia della casa proposta dall’amministrazione comunale e votata anche dalla opposizione che tuttavia, sulla scorta e disamina di esempi storici sulla operatività di tale strumento, avanza dubbi e rilievi che sono stati portati alla pubblica attenzione in una circostanziata nota.

La strategia su cui si basa l’Agenzia della casa, vale a dire la mediazione del Comune tra i proprietari delle case e gli aspiranti inquilini in difficoltà, ha già delle sperimentate attività che non hanno dato positivi esiti. «Un tale tipo di mediazione – è tra i rilievi avanzati – è già stata impiegata dai Servizi Sociali di Manfredonia oltre due decenni fa, ma purtroppo con scarsi risultati. Sorprende pertanto che l’attuale giunta Rotice non tenga conto di quella realtà vissuta che viene di fatto rilanciata sotto l’etichetta “Agenzia della casa”».

Ma c’è un esempio più diretto e autorevole e fortemente indicativo: quello del Comune di Bari. «Nonostante finanziamenti PON e un iter che dura da quasi dieci anni – ha relazionato la consigliera comunale nonché dell’ANCI, Maria Teresa Valente – l’Agenzia della Casa ad oggi non è ancora operativa per tutta una serie di difficoltà oggettive tra cui il “carrozzone” che si era determinato, che non hanno consentito di dare corso a quel progetto». Tant’è che l’amministrazione del Comune di Bari ha ripiegato, per dare risposte all’incalzante problema casa, su una più snella e pratica Commissione comunale per l’emergenza abitativa, che, tra gli altri vantaggi di non poco conto, non comporta costi aggiuntivi per le casse comunali. «Cosa che invece – rileva l’opposizione – è prevista per l’Agenzia della casa di Manfredonia per il cui funzionamento è prevista la somma di settanta mila euro per il personale addetto. Una idea e una soluzione, quella del Comune di Bari, che l’amministrazione Rotice avrebbe potuto fare proprie per dare slancio operativo concreto ed efficace ad un settore che langue e reclama interventi risolutivi prima che scada la graduatoria è faccia perdere alle famiglie interessate, i diritti acquisiti in anni di inutile attesa».

Altri esempi di Comuni che abbiano adottato l’Agenzia per la casa, non ve ne sono. «Quello di Manfredonia – si evidenzia – è pertanto si, il secondo Comune a ricorrere all’Agenzia, ma è molto probabile che rimarrà l’unico con tutte le incognite che comporta».

Naturalmente il tempo, si spera il più breve possibile, dirà quali risultati concreti si sono realizzati. Quel che questo ennesimo esempio di politica cieca ha ancora una volta dimostrato, è che per un servizio tanto importante, non si sia avvertito la necessità di indire un tavolo intorno al quale sedessero maggioranza e opposizione per ragionare e decidere al meglio nell’interesse dei cittadini.

  Michele Apollonio

 

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