Nell’auditorium “Valentino Vailati”, in Manfredonia, il giorno 28 gennaio 2025 si è tenuta una ricca ed interessante conferenza per celebrare i 350 anni dell’investitura dell’Arcivescovo Cardinale Vincenzo Maria ORSINI, che ha retto la nostra archidiocesi dal 28 gennaio 1675 al 20 gennaio 1680. Hanno rappresentato i meriti e le
grandi opere compiute dall’illustre prelato. Al saluto al numeroso pubblico intervenuto nell’Auditorium “Valentino Vailati” dell’Arcivescovo di Manfredonia-Vieste e San Giovanni Rotondo, p. Franco MOSCONE, hanno fatto seguito le relazioni del Prof. Antonio Tomaiuoli, che ha rappresentato “Il disegno pastorale di Fr. Vincenzo Maria Orsini”, quindi, dell’arch. Nunzio Tomaiuoli sui “Doni dell’arcivescovo…per decoro della cattedrale di Manfredonia”. Il relatore, Arch. Francesco Sammarco ha illustrato gli “Interventi di architettura sociale e religiosa di Manfredonia dal 1675 al 1680”; mentre, il Prof. Michele Ferri ha elencato “Le fonti bibliografiche e la Stamperia Arcivescovale”. Infine, il dr. Lorenzo Pellegrino ha esposto “La evoluzione delle Opere Pie durante l’episcopato sipontino del cardinale”. Ha moderato le relazioni, il dr. Renato Sammarco. Dalle fonti elencate e
rappresentate dai relatori è emerso il grande lavoro che Vincenzo Maria Orsini ha compiuto per la nostra archidiocesi nei soli cinque anni di sua permanenza a Manfredonia. Opere materiali, quali il completamento della facciata della Cattedrale con le porte e il campanile, che era un tutt’uno con la cattedrale “fosse fatto di nuovo fabbricare isolato dalla chiesa”. Sempre nella Chiesa Cattedrale Sipontina, ha eretto quattro Mansionari per “accrescimento dell’ecclesiastico decoro nei divini Uffici e nella solenne celebrazione dei Sacrosanti misteri; quindi, riconobbe e riordinò le sacre reliquie nel medesimo luogo sacro. Ha fatto esercitare la Teologale e la Penitenziera. In definitiva è stato rappresentato che Fr. Vincenzo Maria Orsini, pur operando in un ambiente difficile e refrattario, ha “ostato ai tanti mali et intera rovina delle povere famiglie, per levare ancora dalla Diocesi l’abuso indegno delle usure” ha istituito il “Monte Frumentario; non solo, più volte, al fine di realizzare qualsiasi iniziativa volta a migliorare il decoro della propria sede, non esitava a mettere mano alla propria tasca. Fece iniziare la costruzione di un grande seminario diocesano e, ancor più meritevole, fu l’impegno che profuse per l’assistenza ospedaliera, facendo realizzare dei luoghi di ricovero. E’ stato semplicemente difficile, per i relatori, documentare quanto sia stato grande ed importante per la nostra Archidiocesi l’opera di Fr. Vincenzo Maria Orsini, ma le attente, minuziose e ricche loro ricerche, hanno dato una chiara rappresentazione del grande contributo che il prefato abbia dato per il miglioramento delle condizioni di vita della nostra città e non solo…Addirittura, una volta divenuto papa, con il nome di Benedetto XIII, l’arcivescovo Orsini non dimentico il popolo sipontino, tanto da stanziare una forte somma perché fosse risolto il problema dell’approvvigionamento idrico e della fogna del nostro territorio. Non solo, ma concesse parecchi privilegi al Capitolo sipontino con doni e reliquie che, ancora oggi, si conservano gelosamente presso la sede vescovile. Le conclusioni di p. Franco Moscone hanno ancor di più evidenziato i meriti e le opere del prelato, tant’è che si prospetta una proposta di beatificazione.
di Onorino di Sabato
