“OPERAZIONE transhipment” ovvero trasbordo da una nave ad un’altra oppure, come nel caso specifico, su un pontone. Una operazione complessa e delicata che ha visto il bacino altri fondali del porto industriale di Manfredonia sperimentare una tecnica portuale che molto probabilmente si ripeterà. Un’altra prova superata del porto isola di Manfredonia. «Un traguardo importante non solo per lo scalo sipontino, ma anche per tutto il nostro Sistema portuale» si rileva in una nota dell’Aurtorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale del quale il porto di Manfredonia fa parte assieme a quelli di Bari, Brindisi, Monopoli, Barletta e Termoli. Per la prima volta in un nostro scalo è stato effettuato un transhipment di pezzi speciali.
I PEZZI speciali sono componenti eolici del peso di 125 tonnellate ciascuno. Il trasbordo è avvenuto dalla motonave “Wladyslaworkan” cinese ma battente bandiera liberiana, e il pontone “Leonardo”. Il ricorso al pontone si è reso necessario per ragioni tecnico-commerciali: i generatori non potevano essere sbarcati direttamente a terra utilizzando le attuali strutture di collegamento a causa delle imponenti dimensioni dei generatori.
UNA OPERAZIONE complessa progettata dall’Agenzia marittima e “Terminal Galli & Figlio” con hub internazionale di impianti eolici nelle aree retroportuali del porto industriale, e realizzata con lavoro sinergico di squadra e riunioni e tavoli tecnici con il coinvolgimento assieme all’Autorità di sistema portuale, la Capitaneria di porto di Manfredonia, la Corporazione piloti di Barletta-Manfredonia, l’Agenzia marittima De Girolamo e l’intero cluster portuale manfredoniano, direttamente coinvolto nella fase esecutiva. Tutto si è svolto in perfetto ordine con la mobilitazione di competenze, mezzi e uomini, nel rispetto assoluto delle norme di sicurezza e dei protocolli tecnici.
LE STRUTTURE portuali del bacino alti fondali hanno risposto perfettamente alle esigenze dell’economia reale. Le infrastrutture adeguate, peraltro in fase di interventi strutturali e il gioco di squadra tra istituzioni e operatori, portano a risultati tangibili, creando valore per il territorio e posizionando Manfredonia tra gli scali strategici per la logistica dell’energia e dell’industria nel bacino del Mediterraneo.
I CINQUE generatori trasferiti e opportunamente sistemati sul pontone “Leonardo”, proseguiranno la navigazione verso il porto di Barletta più vicino all’area di Cerignola dove verrà realizzato il parco eolico on-shore. Il progetto originario prevedeva l’appoggio del porto commerciale, una idea scartata per l’inidoneità del molo di ponente a causa del mancato dragaggio del bacino, e soprattutto dei lavori eseguiti una decina di anni orsono con la eliminazione dei binari ferroviari e delle gru semoventi. Una dotazione tecnica che sarebbe venuta quanto mai utile ora e in prospettiva.
Michele Apollonio
