Una presenza attiva e importante che richiede cure e attenzioni particolari – Il ruolo dell’ENPA e dell’Amministrazione comunale
“Il cane non riempie un vuoto, ma impedisce che il vuoto faccia rumore”: è una delle tante enunciazioni che definiscono l’importanza della presenza di un cane per l’uomo, soprattutto se è solo: il cane non è più un animale domestico ma è una presenza viva, costante, che riempie spazi e silenzi. Una compagnia che diventa relazione.
A vedere il numero di cani, di ogni specie e di ogni taglia, che girano per la città, e delle “testimonianze” che lasciano indiscriminatamente (ma questo è un aspetto che va addebitato a chi ha la cura del cane), si deve concludere che a Manfredonia i cani hanno una cittadinanza diffusa. Ci riferiamo a quei cani che hanno la fortuna di avere un padrone o più spesso una padroncina, ma ve ne sono pure tanti “indipendenti”, ovverossia randagi, senza padrone. Verosimilmente abbandonati. Nel migliore dei casi finiscono al rifugio comunale gestito accuratamente dall’ENPA, coordinato dal responsabile Marco Lupoli.
La civica amministrazione ha tra i suoi tanti e gravosi compiti anche quello di provvedere al benessere animale, in particolare cani e gatti. L’assessora delegata a tale settore, oltre a quelli del welfare e della cultura, è Maria Teresa Valente che ha reso noto un report sulle iniziative realizzate secondo un preciso programma di servizi organizzati.
Nel 2025 ci sono state 205 adozioni frutto delle campagne specifiche avviate; sono stati sterilizzati 243 animali di cui 53 femmine e 30 maschi. Gli interventi hanno riguardato anche 118 gatti femmine e 42 gatti maschi.
Di particolare interesse l’applicazione, di concerto con l’ENPA, di microchip ad ogni animale: una operazione che registrato una notevole e consapevole adesione da parte dei detentori di cani. La dotazione di un microchip ad ogni cane è un obbligo di legge propedeutico alla iscrizione all’Anagrafe canina regionale. Per procedere alla iscrizione o per segnalare cani randagi, occorre rivolgersi ai servizi veterinari dell’ASL o al comando di Polizia locale.
Ma non solo interventi diretti sugli animali: sono state intraprese attività che tendono a rafforzare la cultura della gestione degli animali. Come il progetto “A lezione del mondo animale” realizzato presso l’Istituto comprensivo “Madre Teresa di Calcutta” in collaborazione con il servizio veterinario ASL di Foggia; il corso gratuito per il rilascio del patentino per la conduzione dei cani. «Una sinergia istituzionale – rileva l’assessora Valente – che ha puntato con decisione su prevenzione, responsabilità e sensibilizzazione».
Tra gli insegnamenti evidenziati, quello della raccolta da parte del proprietario del cane, delle deiezioni rilasciate in ogni dove senza alcun ritegno: i proprietari di cani, definiti legalmente come coloro che ne hanno la detenzione certificata (microchip e iscrizione all’anagrafe), sono civilmente e penalmente responsabili del benessere, della condotta e dei danni causati dall’animale. Devono garantire il rispetto delle norme sul controllo e la gestione, specialmente in luoghi pubblici. Tra le dotazioni previste anche il necessario per la raccolta delle deiezioni canine e il loro deposito negli appositi contenitori che l’ASE ha provveduto a collocare opportunamente in vari punti della città. Il controllo della dotazione prescritta è compito dalla Polizia locale, ma prima ancora è buona educazione civica e rispetto della propria città, non infiorare strade e aiuole delle “testimonianze” del passaggio di un cane.
Una presenza diffusa e notevole che ha anche risvolti sociali e economici: la presenza di un cane composta tutta una serie di misure da rispettare allorché si portano in giro e accedono nei locali pubblici, così come sono numerosi gli ambulatori di veterinari e i laboratori per la tolettatura e l’igiene dai cani. Una presenza attiva e importante. Il cane insomma diventa un ponte verso il mondo, un supporto nei momenti difficili, impedisce alla solitudine di trasformarsi in abbandono.
Michele Apollonio
