Lo scorso 6 Marzo presso il Teatro Comunale “Lucio Dalla” di Manfredonia ha avuto luogo un incontro pubblico per presentare “InSubbuglio”, il laboratorio teatrale per donne dai 16 ai 116 anni, che andranno a costituire il coro dello spettacolo “Sottosopra – la città salvata dalle donne ed altri scherzi simili”, di Bottega degli Apocrifi. “Sottosopra” racconta la storia di Manfredonia, una città ferita dai danni dell’industrializzazione ad opera della fabbrica ANIC, poi Enichem, e del ruolo che hanno assunto le donne negli anni ‘88/89, il biennio delle lotte di Piazza, con la nascita del Movimento cittadino. “Sottosopra” debutta la prima volta a Manfredonia nel 2007. Perché riprendere dopo quasi venti anni quello spettacolo? Si chiede e ci chiede il regista Cosimo Severo. Cosa è accaduto nell’88/89 in questa città? Cosimo Severo conserva una sensazione, durante i suoi anni universitari a Bologna. A Manfredonia c’era l’Enichem, ma “in quegli anni sembrava che la città fosse viva, vitale, sembrava di appartenere ad una comunità”. Emergeva una visione diversa di città. Questa storia però non è locale, ma universale perché parla della lotta salute – ambiente. È la storia di una città in rivolta, dove vi è stata una forte presenza delle donne. Per costruire lo spettacolo nel 2007 diveniva perciò necessario raccogliere le storie, le voci, per dare origine a quella che la drammaturga Stefania Marrone ha definito “produzione di comunità”. Era necessario un coro che assumesse un unico punto di vista per far rivivere quella protesta, quello delle donne. Quest’anno occorre ri-costruire quello spettacolo, attraverso un coro di cittadine di tutte le età, insieme ad attrici, attori e musicisti professionisti. Perché ri-raccontare? “ Perché i nodi non sono ancora risolti e per passare questa storia a chi non la conosce. Per ricordare una città intelligente, che pensa, che mette parola decisiva, una città che si stava interrogando sul proprio futuro. Ricordare una piazza numerosa, una grande partecipazione che nasceva da una paura perché a Manfredonia c’era già la ferita, l’incidente del 1976 e lo scoppio della colonna d’arsenico, che poi è sfociato in ribellione, rabbia, conflitto, tra donne e uomini, all’interno delle famiglie” a seguito della notizia dell’arrivo della “nave dei veleni” – afferma Cosimo Severo. La drammaturga Stefania Marrone ha ricordato una delle donne del Movimento Cittadino Donne, Graziella, la quale affermò che le donne avevano fatto l’Università in Piazza. Le notizie si stampavano, si divulgavano in Piazza e chi ne sapeva di più spiegava a chi ne sapeva di meno. Perché riprendere quella storia? Stefania Marrone dichiara “è necessario riparlarne a 50 anni dal ricordo dello scoppio della colonna d’arsenico, che ogni anno è come se scoppiasse di nuovo nelle teste e nei corpi di chi ha abitato quella storia e abita questa città, perché c’è la Casa della Salute e dell’Ambiente e perché il teatro è il luogo e spazio perfetto per mettere in piazza i conflitti”. Questa volta inoltre la Bottega degli Apocrifi non è sola. Ci sono il giornalista Felice Sblendorio e il regista cinematografico Luciano Toriello che realizzeranno un documentario per i 25 anni di Bottega degli Apocrifi a partire dallo spettacolo “Sottosopra – la città salvata dalle donne ed altri scherzi simili”. Il giornalista Felice Sblendorio, che ha già realizzato in collaborazione con Luciano Toriello il documentario sulla vita di Francesco Marcone, considera Sottosopra lo spettacolo più significativo della Bottega degli Apocrifi e quindi un modo questo per poter celebrare i 25 anni della compagnia. Felice Sblendorio sostiene che “con Sottosopra, Bottega degli Apocrifi ha rielaborato una ferita. Quella in scena non è la storia dell’Enichem, ma il punto di vista delle donne per costruire rispecchiamento di comunità mediante un gesto politico”. Luciano Toriello, “custode di sguardi e memorie” così come lo ha definito Felice Sblendorio, poiché direttore del più grande archivio audiovisivo della daunia, ha recuperato le video cassette storiche e ha ritrovato nelle parole di Rosa Porcu, una delle donne del Movimento Cittadino, ora Presidente della Casa della Salute e dell’Ambiente, il senso di quella lotta: le donne diventarono protagoniste. Il documentario si fonderà con la comunità, aggiungendo un velo di poesia, così come dichiarato da una delle donne intervistate negli anni. Si recupereranno le videocassette, ci saranno parti di spettacolo teatrale per poi andare in città e rendere il discorso extra-territoriale. Qual è il desiderio? Per Cosimo Severo “rimettere al centro quella lotta, rimettere attenzione sull’oggi, su un luogo non ancora bonificato, attraverso un coro di donne, di cittadine che pensano, che metteranno parola, per permettere un passaggio di emozioni e per riconoscere ancora un’ umana capacità di rivolta”. Ad intervenire anche il Sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, che ha espresso la vicinanza dell’amministrazione alla problematica ambientale e ha ribadito la contrarietà ad Energas. A prendere parola anche alcune delle donne protagoniste di quegli anni di lotta, tra cui Sipontina Santoro che ha messo al centro l’importanza della Cura nei riguardi della propria città. Rosa Porcu invece ha invitato le partecipanti all’attuale laboratorio teatrale ad “Innamorarsi della forza, della potenza di allora. Le donne avevano voglia di parlare, denunciare, organizzare, in maniera differente dagli uomini, una lotta pacifica per il Governo della città. Bisogna continuare a lottare perché non è ancora finita. Le scelte sono ancora imposte. L’accordo tra Casa della Salute e dell’Ambiente, Comune e Regione Puglia deve prevedere l’unione dei tre comuni (Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata) per la Rinascita del Gargano. Manfredonia è un modello per la Regione perché frutto della partecipazione cittadina che non vuole più un’industria che porta veleno”. Le parole di Rosa sono state infine occasione e testimonianza per ricordare la causa vinta dalle donne alla corte europea di giustizia a Strasburgo perché “le radici devono volare”. Quello di ieri sera è solo il primo di una serie di incontri che si succederanno fino al debutto di “Sottosopra – la città salvata dalle donne e altri scherzi simili” del 10, 11 e 12 Aprile, per continuare a tenere alta la memoria, come bussola orientativa delle scelte attuali e future, affinché il diritto al lavoro non venga più barattato con il diritto alla salute.
Angela La Torre


